Il 21 febbraio 1965 non è una data qualunque per gli appassionati della Nona Arte. In quel giorno, a Lucca, apriva i battenti il primo Salone Internazionale dei Comics, un evento destinato a cambiare per sempre il modo in cui il fumetto veniva percepito in Italia.
All’epoca, il fumetto era ancora considerato da molti un semplice passatempo per ragazzi, un prodotto popolare lontano dai circuiti culturali “ufficiali”. Eppure, proprio in quella metà degli anni Sessanta, qualcosa stava maturando. Studiosi, collezionisti, autori e critici iniziavano a interrogarsi sul valore artistico e narrativo delle “nuvolette”. Serviva però un momento simbolico, un luogo capace di riunire queste energie. Quel luogo fu Lucca.
La svolta culturale
Il Salone nacque grazie alla determinazione di figure come Rinaldo Traini, che comprese prima di molti altri la necessità di dare al fumetto una dignità culturale pari a quella riconosciuta al cinema o alla letteratura. Non si trattò soltanto di una mostra-mercato, ma di un vero e proprio laboratorio di idee: esposizioni, incontri, dibattiti, momenti di studio.
Per la prima volta in Italia il fumetto veniva analizzato, celebrato e discusso in un contesto ufficiale, con una dimensione internazionale che guardava oltre i confini nazionali. Il Salone contribuì a creare un dialogo tra la tradizione italiana e le grandi scuole straniere, favorendo uno scambio culturale che avrebbe influenzato intere generazioni di autori.
Le conseguenze sul panorama italiano
Quell’appuntamento del 1965 non rimase un episodio isolato. Negli anni successivi, il Salone crebbe, si trasformò e si consolidò, fino a diventare il seme di quella che oggi conosciamo come Lucca Comics & Games, una delle manifestazioni più importanti al mondo dedicate al fumetto e alla cultura pop.
L’impatto fu profondo:
contribuì alla nascita di una critica specializzata;
favorì la riscoperta di grandi autori italiani e stranieri;
rafforzò la consapevolezza del fumetto come linguaggio artistico autonomo.
Un’eredità ancora viva
A distanza di oltre sessant’anni, il 21 febbraio 1965 resta una data simbolica. Non solo perché segnò l’inizio di una manifestazione destinata a diventare iconica, ma perché rappresentò il momento in cui il fumetto italiano iniziò a rivendicare il proprio spazio nel panorama culturale nazionale.
Se oggi parliamo di “Nona Arte” con naturalezza, se il fumetto è oggetto di studi accademici, mostre museali e analisi critiche, lo dobbiamo anche a quel primo passo compiuto a Lucca.
Ogni grande rivoluzione culturale ha bisogno di un punto di partenza. Per il fumetto italiano, quel punto di partenza è datato 21 febbraio 1965.