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Zermo, il verde, i bagni e la Sac

Io non so se debbano offendersi di più gli uomini o le donne quando stamattina leggendo La Sicilia, il giornale a pagamento (nel senso che si paga per leggere queste “cose”) della città di Catania, trovano scritto che le due probabili manager della Sac, essendo donne potranno avere maggiore attenzione all’arredo del verde e all’urgente sistemazione dei bagni.

Fossi uomo mi chiederei “ma perché io la pipì e la popò dove le faccio?”. Giacchè invece sono donna mi domando “Zermo la pipì e la popò dove le fa?”.

Volendo stigmatizzare Zermo mi chiedo soprattutto se la sensibilità del verde e dei cessi, perdonate il francesismo, sia una prerogativa esclusiva della donna.

Ma non è che per caso qui sfioriamo lievemente il sessismo nell’affermare ciò?

No, io sono assolutamente convinta, che la questione sia solo logistica e legata al fatto che Zermo forse non usa il wc ed è convinto che lo faccia solo la donna.

Non voglio spingermi a pensare male, non lo voglio affatto, perché se no da donna dovrei adirarmi seriamente.

Rispetto la gerarchia che vige nel giornalismo e sono convinta che un giornalista di “lunghissimissimo” corso come Zermo non possa mai relegare due professioniste come la manager Ornella Laneri e la professoressa Daniela Baglieri alla cura del verde e dei bagni.

Io non penserò assolutamente che Zermo sia stato maschilista nell’affermare che le due donne, qualora scelte

1) potranno procedere nel più breve tempo possibile a fare la gara internazionale per la scelta di un partner con adeguate risorse perché lo cito “certamente” lo faranno affidandosi all’advisor che era già stato incaricato.

2) nessun timore sull’andamento dell’attività aeroportuale perché la struttura c’è ed è collaudata
Insomma queste donne, a parte il verde ed i bagni che non sono stati curati dai maschi (come tali insensibili, mi riservo di intervistare Mancini su questo punto) predecessori, non dovranno e non faranno altro trovandosi la tavola già apparecchiata sempre da quei maschi, che forse non vanno al bagno, che sono venuti prima.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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