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All’asta gli stabilimenti Zappalà. Debiti milionari per l’azienda casearia

Debiti milionari per la Zappalàl’industria lattiero-casearia catanese famosa in tutta in Italia per la produzione di mozzarelle.

L’azienda che passa alla storia per le sue pubblicità “dirrompenti” che giocano sul doppio senso vedrà venduti all’asta due dei suoi tre stabilimenti: quello principale a Zafferana Etnea e quello ubicato in provincia di Caltanissetta a Butera.

lo stabilimento principale a Zafferana
lo stabilimento principale a Zafferana

Il solo stabilimento di Catania viene messo all’asta per coprire un debito che ammonta a  16.790.356. L’avviso di vendita relativo che corrisponde allesecuzione immobiliare numero 262 del 2012 pendente presso il Tribunale Civile di Catania è stato pubblicato, il prezzo base d’asta è stabilito in 2.844.000,00. Il termine per la presentazione delle offerte scadrà il 22 settembre.

In pratica, se si dovesse ottenere la vendita alla prima asta del bene, si riuscirebbe a coprire un quindicesimo dei debiti del gruppo Zappalà.

 

Banche creditrici di Zappalà. Alcune di esse hanno concesso più prestiti o fideiussioni
Banche creditrici di Zappalà. Alcune di esse hanno concesso più prestiti o fideiussioni

Creditori dell’azienda sono tutte banche, dunque la cifra di   16.790.356 va valutata oltre gli interessi; quasi sicuramente il debito nasce da fideiussioni o comunque da prestiti serviti a coprire i debiti maturati nei confronti dei fornitori che la Zappalà nel tempo non è riuscita più a soddisfare.

Nello specifico

  • Intesa San Paolo 343.750,55;
  • Banca Nuova 1.999.376,98;
  • Unicredit Credit Management Bank 3.777.157,31;
  • Banca Nazionale del Lavoro 320.000,00;
  • Banca Nazionale del Lavoro 2.552.330,76;
  • Banca Monte Baschi di Siena 3.166.992,88;
  • Banca Monte Baschi di Siena 190.077,48;
  • MPS Capital Service Banca € 3.791.920,73;
  • MPS Capital Service Banca 648.754,70;

 

La Zappalà appena entra in difficoltà economiche attua una strategia creando un’altra società e registrando due nuovi marchi.

La società originaria è la ILC srl (Industira Lattiero Casearia) costituita nel 1982 con amministratore dal 2010 Salvatore Zappalà, la ILC diventa una bad company in liquidazione che assolve la funzione di assorbire le attività in sofferenza mentre nel dicembre 2009 viene costituita La Zappalà S.p.a., la cosiddetta good company, in grado di svolgere l’azione profittevole del gruppo.

La Zappalà S.p.a. a febbraio del 2010 stipula un contratto d’affitto dell’intera azienda con la ILC, in pratica la bad company cede tutta la sua attività alla good company.

Il canone d’affitto annuale per l’intera azienda viene fissato in 2.100.000. Nel 2012 si stabilisce, tramite scrittura privata, una prima riduzione del canone d’afitto a 900.000 annuali. Nel 2014 si sospende il contratto d’affitto per proseguire con un comodato gratuito.

La Zappalà S.p.a. ottiene forse gratuitamente l’esercizio dell’intera impresa dietro la promessa conveniente della realizzazione di lavori di manutenzione negli stabilimenti.

È il gioco della scatola più grande che contiene quella più piccola, perchè di fatto la nuova società che continua l’attività è di competenza sempre del gruppo Zappalà. Non solo i membri della famiglia Zappalà continuano a ricoprire la carica di consigliere all’interno del consiglio d’amministrazione ma viene nominato direttore generale lo stesso Luigi Zappalà.

Cosa accadrà agli stabilimenti? È giusto supporre che la prima asta andrà deserta. In questo caso sarà bandita una nuova asta prevedendo una riduzione sul prezzo base precedente del 25% e se dovesse andare deserta anche la seconda sarà bandita una terza asta con un’ulteriore riduzione del 25%.

In pratica lo stabilimento di Zafferana potrebbe essere rivenduto a € 1.422.000 e i creditori in questo caso rimarebbero soddisfatti per questa sola cifra. 

Le aste ragionevolmente andranno deserte perchè difficilmente si potrà trovare un compratore disposto ad acquistare uno stabilimento con quelle specifiche caratteristiche. L’unica interessato ad acquistare potrebbe essere ancora la “nuova” Zappalà Spa pronta a presentare una offerta al terzo incanto bandito, certo non prima. E c’è da essere convinti che la terza volta sarà quella giusta, dell’assegnazione; in caso contrario, il giudice potrebbe decidere o per una nuova asta o per la conslusione dell’esecuzione immobiliare.

Qualora si verifichi la vendita a € 1.422.000 la ILC srl cadrebbe a picco, andando anche a fallire, mentre la Zappalà spa continuerebbe l’attività.
Creditori scontenti ma almeno lavoratori intatti.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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