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Xaimaca dal viaggio fisico al viaggio emozionale

Tradotto dal duo Ferrazzi Magliani, approda in Italia la seconda opera di Ricardo Güiraldes grazie a Arkadia editore

L’Argentina, il Cile, il Perù, la Giamaica, dunque Xaimaca. Nel mezzo la meraviglia di un mare immenso, il Pacifico. “Immenso mare del dire no”, recitava una poesia di chissà quale poeta. La collana curata e tradotta da Marino Magliani e Riccardo Ferrazzi per i tipi di Arkadia editore, prende il nome proprio da questa breve quanto intensa opera narrativa scritta nel lontano 1923 da Ricardo Guiraldes.

Xaimaca: dal diario al romanzo

Ricardo Guiraldes scrisse Xaimaica tre anni prima di imporsi col suo capolavoro più conosciuto Don Segundo Sombra. Misto tra la forma del romanzo da viaggio, con appunti e romanzo classico però breve, verso l’evoluzione del racconto lungo, il libro tradotto in Italia grazie all’intuito di Marino Magliani e Riccardo Ferrazzi, per un pubblico che si riconosce verso frammenti di fine povertà, che però lasciano viva la povertà come atto di bellezza del riuscire a fare, produrre, viaggiare al pari di chi è ricco, si presenta con un aspetto che richiama anche i colori del sud del mondo, della bellezza del movimento della nostalgia dell’amore.

Il viaggio verso la Xaimaca

Ricardo Güiraldes
Ricardo Güiraldes

Marcos, è il giovane ricco che decide di affrontare un viaggio, con una scadenza che non potrà immaginare di non rispettare il tutto perché due delle persone che incontrerà in un vagone sono le medesime che hanno atteso con lui stesso il treno:per dove? E chi sono le medesime persone?

Fratelli

Di primo acchito, per come si interroga Marcos, non è chiaro se i due soggetti che viaggeranno accanto a lui sono fratello e sorella, lo scorrere di qualche pagina darà un risultato e una verifica importante di ciò che si pensa e si auspica nelle immagini del protagonista. Vi sarà un momento che lo stesso Marcos dovrà decidere se andare oltre, ma in quell’oltre di cosa? Del viaggio che avrebbe concluso? O di un viaggio fatto di sensazioni ed emotività ed emozioni che lo fanno innamorare di Clara, una delle due persone che hanno viaggiato con lui? Sembrerebbe proprio così, ma così già lo è certamente. L’interrogativo più elevato è un altro: come affronterà la decisione di un viaggio amoroso? Xaimaca è la risposta.

America del sud

Cover
Cover

Ritmi incalzanti, saudade, eros, e quella traduzione già incontrata di Ferrazzi e Magliani (Casamatta, pubblicato per Miraggi Edizioni, n.d.a.), rende merito alla grandezza che l’autore di Xaimaca, in Italia era fino a pochi mesi fa noto solo per il suo romanzo del 1926, Don Seguendo Sombra, quanto adesso grazie ai sardi di Arkadia abbiamo la possibilità di leggerlo e conoscerlo più profondamente e approfonditamente.

 

Un appuntamento da non perdere

Sabato 28 settembre presso la rinnovata Legatoria Prampolini, in Via Vittorio Emanuele II, 333 a Catania, Marino Magliani incontrerà il pubblico, per raccontare della nascita della collana che prende il nome dal libro tradotto di Ricardo Guiraldes per Arkadia, dunque Xaimaca e per capire come può il misterioso Fernando G. Castanar, autore de “Il postino di Mozzi”, sempre per Arkadia, non apparire e imporsi all’attenzione del pubblico, tirando in ballo nel suo nuovo libro il nome di un personaggio noto dell’editoria nazionale quale Giulio Mozzi.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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