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Whatsapp e le fottute spunte che non diventano blu

Amiamo, odiamo, litigliamo, scopiamo se potessimo ci alimenteremmo pure attraverso whatsapp. È solo un programma di messaggistica immediataca ma se va in crash rischiamo una crisi d’astinenza di primo livello ed un successivo ricovero in TSO.

Stiamo lì ore ad osservare se i contatti sono “online” se “sta scrivendo” oppure a controllare quando è stato effettuato l’ultimo accesso. E porco cane, se ci bloccano sbrocchiamo, perchè significa che è finita.

“Incantevole” l’uso sconsiderato che gli uomini fanno di questo mezzo: intrattengono relazioni virtuali con almeno una decina di contatti operando una differenziazione di livello. Con Agata ci trascorro due ore al giorno, con Cristina 1, con Giada 30 minuti, con Filippa 10 e con Anita 5 giusto il tempo di darle il buongiorno al mattino e la buonanotte la sera.

Immaginate la mattina il maschio medio intento a fare la cacca in bagno che con in mano il suo smartphone slitta da un contatto all’altro per dare il buongiorno a tutte centellinando il tempo necessario che deve concedere ad ognuna di loro. Considerate il rischio concreto di farsi venire delle emorroidi, passando tutto quel tempo seduti, per alimentare la propria vita sociale.

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Di tanto in tanto scappa un messaggio alla persona sbagliata, rimane aperta la schermata precedente o mentre arrivano le notifiche si fa confusione sull’apertura.

È da sfigati quando invii un messaggio e la persona verso cui è indirizzato è online ma non diventa blu la doppia spunta, in pratica chi ti legge, se ne sta evidetemente fregando di quello che stai dicendo.
Quando invece riesci ad incollare sulla schermata il tuo lettore e le spunte non fanno altro che diventare blu, hai fatto bingo, vuol dire che sta nascendo un sentimento profondo.

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I simboli accanto l’invio del messaggio possono determinare tutta la tua vita. L’orologino significa che il messaggio non è partito per colpa tua, una sola spunta grigia vuol dire che non è arrivato per colpa sua. Da due spunte grigie comincia il travaglio interiore, il messaggio è giunto correttamente a destinazione: se il contatto è off line e si mette online subito per rispondere o anche solo per visualizzare ci tiene a ricevere quella comunicazione. Ma se quelle due virgolette tardano a colorarsi di blu è proprio un problema. Il sottile meccanismo sadico di whatsapp prevede che arrivi il messaggio in anteprima e che possa essere letto senza mettersi online (e che ve lo spiego a fare, a parte la mia trisnonna di 130 anni, lo sanno tutti) ora, il destinatario potrebbe decidere di non visualizzare mai il messaggio, offesa grave anche se gli studiosi dell’antropologia cellulare stanno cercando di capire se sia più grave leggere la notifica e non visualizzarla o visualizzare senza rispondere…

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Per farsi leggere si può usare la strategia di scrivere un messaggio lunghissimo che in anteprima non viene visualizzato per intero. Se la persona cui è diretto, non è totalmente indifferente, lo leggerà.

 

 

Poi c’è questa cosa delle faccine. Diventate fondamentali per colorare di emozioni il messaggio. Dovrebbero metterne di più ma ci sono dei must. Decisamente la faccia che ride con le lacrime è tra le più usate seguita dal faccino che ti bacia di sbieco.

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Anche qui diventa fondamentale aprire una parentesi, proprio sui baci. Se intrattenete un rapporto alle prime armi con il vostro contatto si opera un distiguo tra baci; il faccino con il bacino di sbieco è più formale nonchè primo approccio tra due contatti di sesso opposto.

Ma le labbra, quelle significano “voglio fare sesso con te” c’è addirittura qualcuno che ha studiano una sequenza che alterna le labbra rosse fuoco alle labbra socchiuse per dire “ti farei di tutto in alternanza”.

Si sta assicurando un posto nella storia anche il faccino con il sorrisino e il labbro alzato solo da un lato che vale a dire “non sai cosa sto pensando (ma lo sai bene) in verità”.

Poi ci sono angeli, diavoli, faccine rosse, occhiali da sole e da vista. I più fantasiosi ti fanno aspettare una risposta ore perchè stanno cercando il simboletto migliore che può anche esulare dalla classica faccina, metti un mazzo di fiori, un’esplosione di fuochi d’artificio combinata con varie sequenze di emoji. Qui si esprime tutta la creatività del programma di messaggistica immediata.

Ma quanta consapevolezza c’è nell’uso di whatsapp? C’è chi lo rifiuta cronicamente “solo le comunicazioni più spicciole e veloci” a dire il vero, sono quelli che morbosamente hanno sempre il telefono tra le mani e non fanno altro che sbirciare lo schermo o peggio digitare in maniera nevrotica. Ci sono poi persone che si scrivono messaggi anche quando si trovono di l’uno di fronte all’altro perchè hanno perso l’abitudine di parlare, fateci caso si sta anche diffondendo una nuova sindrome da sdoppiamento di personalità: la persona che digita non fa gli stessi discorsi di presenza.

 

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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