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Palermo: vitalizi da tagliare entro il 30 aprile

A Palazzo dei Normanni erano stati aboliti da tempo, ma ancora permangono i vitalizi pregressi

Cancelleri (M5s): “Micciché ha perso l’occasione per scrivere la storia”. Pena la decurtazione dei trasferimenti alla Regione del 20 per cento

Giancarlo Cancelleri, deputato del M5S e vicepresidente dell’Ars, ha commentato la norma approvata con la legge di Stabilità nazionale. La norma prevede il ricalcolo dei vitalizi secondo il sistema contributivo entro il 30 aprile, pena la decurtazione dei trasferimenti alle regioni del 20 per cento. Salvi dalla decurtazione quelli per la sanità per il trasporto pubblico locale e per le politiche sociali.

L’Ars, attraverso una legge regionale (n. 44 del 1965) si è equiparata in tutto e per tutto alle regole che vengono applicate al Senato. Inoltre sulla vicenda del vitalizi spesso è scoppiata la polemica, visto che nonostante il sistema dei vitalizi sia stato abolito da tempo. Tuttavia permangono quei vitalizi pregressi, a Palazzo di Normanni di cui godono non solo gli ex deputati ma anche i parenti dei deputati deceduti.

“Anche Musumeci – continua Cancelleri – su questa vicenda non ha fatto una grande figura. Vogliamo sperare che ora si raccordi con Miccichè per spingerlo a tagliare entro i termini previsti dalla norma statale. Non possiamo credere che i due, per preservare il privilegio di pochi, siano disposti a rinunciare a miliardi di trasferimenti statali. Sarebbe l’ennesima beffa che governo e maggioranza farebbero ai siciliani”.

La proposta di rimodulazione dei vitalizi, operativa alla Camera e al Senato, è al vaglio dell’ufficio di presidenza dell’Ars. “La proposta – afferma Cancelleri – prevede un risparmio di 9 milioni di euro su un costo di 18 milioni, che incidono sulle casse della Regionali”.

Entro il 30 aprile le Regioni saranno costrette a tagliare.

Consultando il sito dell’Assemblea regionale si nota che il totale degli assegni per i vitalizi diretti è pari mensilmente a 750.224,84 euro per 156 ex deputati. Mentre per gli indiretti, quelli di reversibilità, sono pari a una spesa mensile di 572.419,97 euro per 126 deputati.

Il mancato adeguamento potrebbe pregiudicare il rapporto con Roma, che ha registrato un primo successo, visto che il governatore Musumeci e il vice presidente Armao sono riusciti a rimodulare l’accordo firmato dall’ex governatore Crocetta.

Accordi che prevedono un’altra serie di step per ottenere dallo Stato l’attuazione delle leggi previste nello Statuto della Sicilia.

M.L.C.

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Redazione

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