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Visite, esperienze e passeggiate: dal 3 ottobre tornano “Le Vie dei Tesori” a Catania

Le Vie dei Tesori avvia la sua seconda fase. Cinque weekend a Catania, e tre fine settimana a Ragusa, Scicli e Noto, dove si spera di bissare il successo dello scorso anno. Si parte domani, sabato 3 ottobre. Non potendo accogliere le scuole, il festival ha scelto di aprire i siti sabato e domenica, ma ha aggiunto eventi e visite serali, fuori dai circuiti abituali e in collaborazione con le associazioni del territorio.

Esperienze  e luoghi segreti a Catania

Un’edizione diversa, meno luoghi aperti, e più esperienze che scavano nell’anima vera della città. Si valorizza il recuperano i suoi spazi privati, riscoprendo il patrimonio immateriale, soprattutto tramite un folto numero di passeggiate d’autore (tutte sul sito www.leviedeitesori.com).

Molti luoghi sono tornati a grande richiesta, altri sono veramente inediti. Si percorreranno i camminamenti segreti delle monache di clausura, si scenderà nelle terme antiche. Dalla visita teatralizzata alla cupola di Sant’Agata, al laboratorio dei Fratelli Napoli, alla bottega Cartura dove si creano impalpabili delicatezze di carta, allo spazio d’arte al femminile Tabaré con la mostra fotografica “L’isola degli arrusi” di Luana Rigolli sul confino degli omosessuali catanesi nel 1940 alle Tremiti.

Ma la vera scoperta di quest’anno saranno di certo i rimandi sfacciati al Rinascimento fiorentino di Palazzo Scuderi Libertini, con il suo loggiato defilato e la terrazza affacciata sul giardino. Ma anche l’ex industria delle calzature EGA, 850 metri quadrati, su tre livelli in stile Decò, per notare i cambiamenti della moda e dello stile attraverso i decenni, a partire dal marchio “Gravan”che arrivò a Parigi  della Cava.

Qui presente anche la mostra di Filippo Monaco “Tattaratà. Parole a caduta, a raffica, a pioggia”, antichi caratteri tipografici che diventano opere d’arte.

Tra le esperienze – sono tantissime – sono da non perdere i cantieri Rodolico dove si costruiscono le barche trezzote. Si potrà navigare lungo Aci Trezza o veleggiare guardando Ognina. O il camminamento su porta Uzeda o il terrazzo del monastero di San Giuliano dove si arriverà per la prima volta fino alla “lanterna”. E per scoprire “la grande ruina”, l’eruzione che nel 1669 distrusse Misterbianco, bisogna trovarne le tracce con i volontari della Fondazione Monasterium Album che condurranno i visitatori al querceto sopravvissuto.

Un festival in sicurezza

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi per ciascuno spazio. Istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata. Basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o negli info point nelle città.

Dove la visita non potrà essere condotta in presenza, sarà affidata ad audioguide d’autore, registrate da giovani storici dell’arte, archeologi, studiosi del paesaggio, esperti della città, e curate dai neonati Amici delle Vie dei Tesori.

E.G.

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Redazione

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