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Violenza sulle donne. Parla Tiziana Scandurra, vittima di un’aggressione al congresso dei sindacati

"La donna viene considerata come un oggetto in ogni ambito perché viene vista come un essere inferiore intellettualmente, moralmente ed eticamente"

I bilanci sono ancora disarmanti. 49.152 sono le donne che si sono rivolte a un centro antiviolenza in Italia nel 2017. Numero destinato a crescere se si considera che non esiste un Osservatorio Nazionale sulla violenza sulle donne che raccolga tutti i dati. Nei primi nove mesi del 2018 sono stati registrati 32 femminicidi ma il numero delle donne uccise in realtà sale a 82. È l’interpretazione talvolta errata sulla natura dell’omicidio a fare la differenza. In calo, secondo le statistiche, sarebbero i maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse, violenze sessuali.

Quella della violenza sulle donne deriva da una grave lacuna culturale che inizia dalla parola e si insidia pesantemente nei diversi ambiti della vita quotidiana delle malcapitate.

Tiziana Scandurra, coordinatrice provinciale di “Democrazia e Lavoro”, il 25 ottobre scorso ha subito un’aggressione verbale e tentativo di aggressione fisica da parte di Salvatore Battaglia, Segretario generale della Fisac di Catania. Il fatto si consumava nel corso dei lavori del congresso regionale dei sindacati che si è tenuto ad Acicastello (CT) difronte a molti delegati di categoria che hanno stigmatizzato l’accaduto.

Tiziana Scandurra in prima linea contro la violenza sulle donne

«È il modo di porsi, una cultura sbagliata dell’uomo nei confronti di una donna è nel considerarla come un essere diverso che non vale tanto quanto. Questo è alla base dell’aggressione verbale di cui io sono stata protagonista», racconta Tiziana Scandurra.
«Ancor più gravi – prosegue la coordinatrice – sono state le scuse fornite per poter riportare in equilibrio la situazione congressuale che stavamo affrontando. Se una persona aggredisce un’altra è chiaro che il percorso congressuale subisce a una battuta d’arresto».

«Sono sicura che quell’uomo che è stato così violento in modo verbale con me non lo avrebbe fatto nei confronti di un altro uomo. Quindi, c’è una accondiscendenza a trattar male la donna insito proprio nella cultura dell’uomo e su questa si deve lavorare.

La donna viene considerata come un oggetto in ogni ambito perché viene vista come un essere inferiore intellettualmente, moralmente ed eticamente. Questa è la cultura che bisogna smuovere. Se non venisse vista come un essere inferiore non ci sarebbero questi atteggiamenti aggressivi, sia verbali che nei fatti terribili che leggiamo sulla stampa sui femminicidi».

Quanto contano le donne in Italia oggi?

«Le donne contano sempre di più grazie all’alta scolarizzazione che si è dimostrata vincente nel tempo perché riescono a trovare sempre più posto nel mondo del lavoro. Però è anche vero che la disparità salariale permane ed è abbastanza significativa. Nel percorso lavorativo di ogni donna, se nasce un bambino i permessi li prende la mamma, non li prende il padre. Quindi lo stipendio viene ridotto a seconda dei motivi di assenza e a fine anno si vede che la retribuzione di una donna è sempre inferiore perché non c’è una compartecipazione della vita, non c’è una condivisione della vita per cui ricade sulla donna l’accudimento del bambino e quindi non c’è una reale parità».

Dopo l’ambito del lavoro, affrontiamo l’ambito delle donne in politica. In Italia abbiamo superato lo stereotipo delle attività politiche riservate agli uomini?

«Già da molti anni la confederazione della CGIL già da molti anni ha posto come limite il raggiungimento della parità di numero tra i candidati uomini e donne. Quindi la norma discriminatoria è già superata da molto tempo. Nella politica non possiamo dire che siamo certamente a buon punto perché non c’è nulla che discrimina la donna politico dall’uomo politico».

Qual è la prima forma di violenza che subiscono le donne e come contrastarla?

«La prima forma di violenza è la molestia. La molestia nei luoghi di lavoro, che possono essere anche quelli politici. Il problema è la cultura su cui non si è lavorato abbastanza. Per cui l’uomo si sente sempre in diritto di molestare la donna soprattutto nei luoghi di lavoro. E infatti è per questo che nei contratti sono state inserite diverse normative per contrastare proprio la molestia sui luoghi di lavoro. È un ‘work in progress’ sulla cultura, che non è facile.

Le donne devono denunciare. Se tu non lo dici non ci sarà nessuno che potrà intervenire per rimettere le cose nella giusta ottica, nella giusta dimensione».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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