fbpx
Cronache

Violenza sulle donne, le dichiarazioni di Monsignor Crociata: “Non denunciate: può capitare. Una soluzione si trova sempre”

Tutto è partito da un commento sui social, per poi proseguire nelle dichiarazioni shock rilasciate al quotidiano “La Repubblica”. Nel mirino è finito il Monsignor Michele Crociata di Castellammare del Golfo nel Trapanese che in materia di violenza sulle donne, va controcorrente: mentre tutti i possibili canali di informazione lanciano il messaggio di denunciare ogni tipo di abusi e violenze da parte del marito, il prete invece invita a non farlo.

“Tra marito e moglie può capitare”

«Il tuo consiglio, Gianfranco -scrive Crociata sotto il post del giornalista Gianfranco Criscenti che fornisce il numero anti-violenza- sembra un po’ eccessivo. Tra marito e moglie… può capitare. Esiste anche il grande valore del perdono vicendevole, della tolleranza, dell’amore per i figli, della consapevolezza di essere, nonostante tutto, un cuor solo e un’anima sola… Può capitare, dunque. Non bisogna, però, mai esagerare, comunque. La perfezione su questa terra non esiste. Anche le mogli, del resto, talvolta mancano nei confronti dei mariti e… ciò non significa affatto…».

Giustifica, si rifà al perdono, parla di famiglia e figli. Come se dimenticasse, il Monsignor Crociata, quanti figli perdono la propria madre per mano delle violenze del padre e quante famiglie vivono nel terrore a causa dei mariti-padroni.

Il suo pensiero è ribadito ulteriormente in un’intervista alla Repubblica: «Non si abbandona il tetto coniugale per delle sciocchezze, ma scherziamo? Il male è sempre esistito e sempre esisterà e io da sacerdote cerco di mettere una buona parola. Non credo di fare del male, ho sempre lavorato per far ritrovare la pace alle coppie in difficoltà, tante volte ci sono riuscito e ancora oggi dopo anni quando mi incontrano mi baciano come si bacia un padre. Altre volte no», dichiara il prete che ribadisce l’importanza del tentativo riconciliatorio.

Ma i femminicidi aumentano di anno in anno. La situazione è precipitata nei periodi di lockdown, trasformando in un attimo le case in prigioni.

“La perfezione non esiste”

Padre Crociata ha più volte affermato che la perfezione non esiste, parlando di “presunta vittima” e “presunto colpevole”, due termini che sviliscono tutti i sacrifici e il lavoro compiuto perché si innescasse una lenta ribellione da parte delle donne nei confronti dei mariti violenti.

«Non è come il fidanzamento che se qualcosa non va ti riorganizzi da un’altra parte. Una volta che ti sposi – prosegue il prete- vita non ne hai più. Il matrimonio pone in essere una famiglia, che è una comunità e all’interno di una comunità si devono valutare gli interessi di tutti non i propri. Si può ricorrere alla separazione ‘terapeutica’, un periodo di lontananza e di cure tutt’altro che finalizzato al divorzio e durante il quale si trova un rimedio per aiutare la coppia grazie ad attenzioni rivolte alla presunta vittima e al presunto colpevole e si studia il modo di farli riconciliare».

«La perfezione non esiste e che dobbiamo cercare di essere meno imperfetti avendo fiducia nella misericordia di Dio, nella grazia e nella fede. Un uomo che maltratta le donne? Nella solitudine di una conversazione a due lo frusto ma in pubblico cerco di appianare la faccenda. Il prete deve fare il prete ed essere uomo di riconciliazione, mai giudice», conclude Monsignor Crociata.

E.G.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button