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Vince Rosberg a Montecarlo con Vettel secondo. Terzo Hamilton per follia dai box

Nel principato di Monaco, il secondo stato più piccolo al mondo dopo il Vaticano, luogo di feste, di mondanità e lussi, palcoscenico per eroi dell’automobilismo come Fangio, Lauda, Prost, Senna e Schumacher, che hanno animato le corse dal 1950 davanti al jet set mondiale, oggi è Nico Rosberg il vincitore dei 78 giri del Gran Premio di Montecarlo per la terza stagione consecutiva. Secondo Sebastian Vettel a precedere un adirato Lewis Hamilton, inspiegabilmente depredato della prima posizione dal suo team quando mancavano otto giri al traguardo finale.

Dopo la partenza non cambiano le posizioni con Lewis Hamilton che fugge facilmente dagli inseguitori Rosberg e Vettel. Soltanto Kvjat riesce abilmente a sorpassare il compagno di squadra Ricciardo. Anche Raikkonen mantiene la sua sesta posizione. Le Ferrari sembrano avere un buon ritmo e in grado di insediare i loro diretti avversari. Anche dopo il pit stop rimangono invariate le posizioni fatta eccezione per Raikkonen che sopravanza Ricciardo.

Ma proprio mentre tutto sembrava volgere senza mutamenti verso il traguardo finale, scende in pista la Safety car al giro 64, chiamata in causa in seguito all’incidente del diciasettenne Max Verstappen, giovane promettente della Toro Rosso in undicesima posizione, che aveva capito di averne di più di Grosjean che lo precedeva. Questo il momento che cambierà le sorti della gara, quando il numero 33 tenterà il sorpasso urtando il posteriore della Lotus, perdendo il controllo della sua autovettura alla Saint Dévote e finendo contro le protezioni con un impatto violento, fortunatamente senza gravi conseguenze.

Con la Safety car ad allineare le autovetture la Mercedes richiama ai box Hamilton, fino ad allora saldamente al comando con dieci secondi di vantaggio su Rosberg. Probabilmente un errore di calcolo e al rientro in pista l’inglese si ritrova terzo dietro la Ferrari di Vettel, non riuscendo più a sopravanzarla fino alla fine.

Non basterà il tweet di scuse nei confronti di Hamilton a fine gara, da parte della Mercedes, a mascherare la stizza del campione del mondo che stava costruendo una vittoria perfetta sin dalle prove del venerdì. Probabilmente soltanto il contratto fino al 2018, rinnovato proprio durante la settimana, per 100 milioni di sterline (circa 7000 euro a chilometro) avrà contribuito a smaltire la rabbia dell’inglese che si mostra a fine gara deluso ma comunque fiducioso per il futuro: “ il team è stato grande tutta la stagione, si vince e si perde insieme, tornerò alla vittoria dalla prossima gara”. Nonostante lo charme di Hamilton mostrato nei commenti finali, rimane comunque un errore davvero inspiegabile per una squadra come la Mercedes.

Si avvale dell’errore di scuderia il compagno di squadra Nico Rosberg, che porta a casa la sua decima vittoria in carriera e si avvicina anche in classifica al campione iridato (soltanto dieci lunghezze di distacco). Anche Vettel sfrutta l’errore della Mercedes e si ritrova secondo riuscendo a difendere e conservare il piazzamento. Infilato invece Raikkonen da Ricciardo a due giri dalla fine, con una manovra ai limiti del regolamento.

Gli esperti di automobilismo affermano che per vincere Montecarlo si deve non sbagliare mai, esattamente ciò che non è avvenuto oggi in casa Mercedes. Hamilton dovrà dunque raccogliere le energie mentali e mostrare di saper guardare avanti ed essere più forte degli imprevisti. Certamente, se si vuole riconfermare campione del mondo, certi errori non possono essere ammessi.

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Andrea Lorenzini

Laureato in Scienze della comunicazione, con magistrale in Editoria e Giornalismo e votazione di 110/110 e lode presso l'università di Roma Tor Vergata. Appassionato di sport (che pratico in grande quantità), esperto di motori, mi occupo di comunicazione ma la vera passione è la scrittura. Il giornalismo in particolare lo considero "la pietra miliare della democrazia: il cane da guardia del potere". Sono amante della lettura, della buona compagnia e del vino, rosso e di qualità è meglio. Sogno nel cassetto? Reporter inviato, di sport ovviamente.

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