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Villari: “Situazione difficile per il welfare” – Il report di Catania Bene Comune

Parole dure e aspre quelle che continuano ad intercorrere tra Matteo Iannitti, Catania Bene Comune, ed il neo assessore al welfare, Angelo Villari.

Al centro della contesa, la gestione degli asili nido. Catania Bene Comune aveva in questi giorni denunciato il dimezzamento del servizio comunale, nonostante le prime rassicurazioni del Sindaco e dell’allora assessore Trojano (v.link)

Secondo un provvedimento dirigenziale, il Comune ha determinato il mantenimento di soli 12 asili nido, per una capienza massima di 384 bambini, con conseguente diminuzione del personale (72 educatrici e 62 operatrici).

“In realtà – spiega l’assessore Villari – quel provvedimento riguarda ciò che compete al comune. Catania Bene Comune e Iannitti dovrebbero chiedere prima di attaccare a prescindere. Abbiamo stimato che, al momento, la media degli iscritti risulta essere di circa 400 bambini. Gli altri, quelli di cui abbiamo previsto la presenza, potranno frequentare con gli asili di caseggiato e quaranta con altre misure e soprattutto con i fondi Pac”.

È necessario, però, che l’assessore ricordi i tempi brevi perchè si utilizzino questo tipo di fondi, altrimenti potrebbero svanire come quelli rimasti inutilizzati al 30 settembre di quest’anno.

Ma sulle date, è proprio Villari che rimanda ad un prossimo futuro: “Stiamo facendo tutto il possibile, ma il periodo storico è questo e siamo senza fondi. Dobbiamo avere il tempo di attrezzarci”.

Fondi che mancano anche per il personale da impiegare nelle scuole.

“Sul personale ausiliario – dichiara – abbiamo dei problemi, inutile nasconderci. Non abbiamo abbastanza fondi per mantenerli, ma stiamo già dialogando con sindacati e cooperative”.

Discorso diverso, sembrerebbe, per quanto riguarda le educatrici: “Non le abbiamo mandate via noi, hanno chiesto loro di essere assegnate in altri compiti e, dato che i parametri di legge sono cambiati, sembra che il numero sia stato ridotto”.

Ma il welfare non riguarda solo gli asili nido, sono soprattutto i nuovi poveri a soffrire. A Catania sono tantissimi che accorrono alla Caritas per sopperire ciò che lo Stato gli ha tolto. Tasse, imu, tasi, spesso con l’aliquota pù alta rispetto agli altri comuni, sono maggiori dell’aiuto che le istituzioni danno a chi si trova in difficoltà: pensionati, disoccupati, giovani famiglie. Non sono pochi i casi in cui sono catanesi a presentarsi all’Help Center perchè non riescono ad arrivare a fine mese.

Ed il Comune cosa fa? I fondi non ci sono.

“Negare l’evidenza – dichiara Villari – sarebbe mentire, ma ci stiamo muovendo per trovare i soldi necessari per gestire la grave situazione economica. La situazione per il welfare è davvero difficile”.

Aspettiamo quindi che arrivi la Primavera o saremo destinati ad un inverno di immobilismo?

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