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Villari: “Non sono un desaparecidos!”

L’ex assessore ai Servizi Sociali e Sanitari in quota PD non ci sta a essere associato ai “desaparecidos” della politica locale. “La ragione è semplice”, dichiara Angelo Villari. “Nonostante non abbiamo un ruolo, è continuato il nostro impegno politico e sociale. Tanto è vero che abbiamo portato avanti una serie di iniziative”.

Quali iniziative in particolare?

“Abbiamo denunciato come a Catania non venga rispettata la legge 68/99, cioè quella che obbliga le aziende ad assumere cittadini con disabilità. Ci sono centinaia di posti scoperti addirittura anche nel pubblico! La ST per esempio ha 208 scoperture. Il policlinico ha circa 80 posti scoperti. L’ASP ha una scopertura di una trentina di persone. Poi, sempre rimanendo in tema di disabilità noi ci siamo battuti con le famiglie che hanno diritto al trasporto gratuito dei loro bambini per la riabilitazione che non avevano questa copertura affinché venisse garantito questo servizio. La cura per queste persone è essenziale, è il primo momento di formazione affinché da adulti possano essere inseriti ne mondo del lavoro”.

Villari continua: “A titolo personale ho denunciato il ‘voltagabbanismo politico’. A quanto pare i catanesi si sono abituati a questi politici che si spostano da destra a sinistra senza nessuna coerenza. Capisco che la coerenza non è più un valore oggi, ma io lo rivendico come un valore. Anche io potevo candidarmi altrove, ma per coerenza mi sono candidato con il centrosinistra per sconfiggere i ‘voltagabbana’, ho perso ma non significa che mi fermo”.

E il PD?

“O cambia il PD o ce ne andiamo noi! Il PD deve essere derenzizzato, e deve cominciare a entrare nuovamente in contatto con le realtà popolari, dei lavoratori, della scuola, dei bisognosi e così via per tornare a essere il partito del centrosinistra che aggrega, che unisce tante tradizioni ma che ha un riferimento chiaro. Mi riferisco al mondo del lavoro, della produzione, delle imprese e non i mondo della finanza com’è stato in questi anni. E chiediamo al PD di riconoscere gli errori che ha fatto e che hanno portato il partito alla sconfitta. Questo partito, o cambia o muore”.

A Catania la CGIL è vista in rapporto simbiotico con il PD.

“Ma non è così. La CGIL con il PD è molto su di giri, tanto è vero che molti non lo hanno votato. Io ero il segretario generale della CGIL, ora sono un cittadino che fa politica e si impegna nella società ma chiaramente la CGIL ha la sua autonomia che rivendica rispetto ai partiti. Io sono tra quelli che dice che la CGIL deve essere lasciata fuori dalla battaglia politica perché ha un ruolo. È un’organizzazione di rappresentanza sociale molto forte e deve essere autonoma. La CGIL è ben guidata da Giacomo Rota. Noi proveniamo da quel mondo, ma adesso abbiamo un’altra funzione. Noi siamo nell’area laburista ma sul piano politico e non di rappresentanza ne mondo del lavoro. I lavoratori, i disoccupati, e fasce sociali più deboli sono rappresentate benissimo dalla CGIL, CISL e UIL, nonché dalle forze sociali sindacali che rispetto moltissimo”.

Si è pentito di avere votato “sì” al Referendum Costituzionale?

“Io non ho votato sì. In quell’occasione sono rimasto fuori e non ho fatto campagna elettorale. Insieme a Concetta Raia e Luisa Albanella siamo stati critici su quel referendum che posto in quel modo personalizzato era sbagliato. E chi ha fatto quelle scelte, non rispettando coloro i quali lanciavano l’allarme del rischio che il PD avrebbe perso”.

Se non si fa autocritica forte sugli errori che sono stati fatti sula partita del referendum, sulla partita delle scelte sociali di Renzi e del governo Gentiloni. Se non si fa autocritica sulla riforma della scuola che gli insegnanti hanno visto negativamente, sul fatto che si è rotto il rapporto tra il Partito Democratico e i corpi intermedi della società, della cittadinanza attiva, il PD non vincerà mai”.

Infatti il PD dopo i Referendum Costituzionae è crollato a picco.

“È crollato a picco perché al posto di riconoscere i propri errori ha puntato il dito contro gli elettori. Chi vota ha sempre ragione. Il problema è chi rappresenta nella società. La società va ascoltata. ‘La politica che ascolta’ è il mio motto. Questo aspetto va recuperato. L’ascolto, l’elaborazione di una nuova strada per rilanciare il centrosinistra, discutere sugli errori fatti per superarli. In particolare sul Jobs Act, Buona Scuola, sul mancato confronto del centrosinistra con i gruppi intermedi che sono la carne viva della società, coloro i quali rappresentano il mondo del lavoro, della produzione, del volontariato. Non c’è stato ascolto, non c’è stato confronto e questo ha punito il PD”.

Domanda cattiva. Perché oggi i catanesi dovrebbero rinnovare la loro fiducia in Villari – Albanella – Raia? Sono nomi ancora spendibili oppure sarebbe il momento di cedere il passo ai giovani?

“Intanto non siamo solo noi tre. C’è una grande mole di cittadini, di giovani, di donne, di persone che continuano ad avere con noi un rapporto molto forte. Questo non vuol dire che siamo spendibili o meno. Quello che posso dire è che gli 11mila voti che ho preso alle regionali non li vogliamo disperdere e anzi li vogliamo incrementare dando voce alle persone che mi hanno votato cercando di mantenere il rapporto con i cittadini che hanno diritto ad avere una sponda forte che parte dai valori del centrosinistra, della solidarietà, l’accoglienza, i diritti dei lavoratori e di cittadinanza, il rispetto dei corpi intermedi per potere andare avanti”.

Oggi si parla di sciogliere il PD per riformarlo. Voi cosa ne pensate?

“Se è una scusa per non fare il congresso e per bloccare Zingaretti che si sta mettendo in campo per rappresentare un’altra idea di PD è un’idea provocatoria. Prima si faccia i congresso per capire se il partito, sulla base delle idee che mette in campo, invece, può rilanciare la sua funzione e rigenerarsi”.

 

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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