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Vigili del fuoco in stato di agitazione

Ancora vigili del fuoco in stato di agitazione a causa delle condizioni lavorative in continuo peggioramento. A protestare è l’Unione sindacale di base che accusa l’assoluta condotta di indifferenza nei confronti del corpo.

La regione Sicilia, spiega il sindacato , continua a mantenere una condotta di indifferenza alle numerose richieste di risoluzione sulle problematiche già più volte sottolineate: La Formazione e risorse per i corsi insufficienti che, di fatto, stanno creando discrasie tra i lavoratori; Il Servizio Mensa, lavanderia del comando di Catania è in serie difficoltà per aver rovinato svariati capi e allo stato attuale nessuna risposta è stata data dalla direzione regionale in merito a questa grossa problematica; Il ripristino ed aumento di organico del nucleo sommozzatori di Catania, primo in Sicilia come numero di interventi e copertura di territorio; Fondi sedi di servizio insufficienti e parco mezzi di vetustà ventennale; Classificazione sedi: mancato rispetto delle statistiche che vedono la Sicilia prima per numero di interventi ormai da 5 anni; Gestione personale SATI e relative distribuzioni economiche agli stessi; Selezione del personale da inviare nelle calamità poco trasparente; Il mancato rispetto della circolare sulle leggi speciali in vari comandi isolani.

“Considerata l’inerzia dell’Amministrazione,  – spiega Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale Usb VVFF  – a fronte di tutte le nostre legittime richieste avanzate, già agli Atti della direzione Regionale e Centrale Ritenuto inderogabile far valere il Diritto all’espletamento di corrette relazioni sindacali al fine di garantire una accurata tutela ed attenzione alle richieste avanzate dal personale in servizio presso le sedi VVF della regione Sicilia e poiché non risulta più tollerabile la costante e continua assenza di risposte alle annoverate questioni fin qui sollevate, si dichiara lo stato di agitazione della categoria e conseguentemente si chiede alle Autorità l’attivazione della procedura della prima fase di conciliazione preventiva”

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Redazione

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