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Vigili del Fuoco, eterna emergenza: protesta in Prefettura

Catania brucia e purtroppo non solo per il caldo. Il copione di tutte le estati si ripete: decine di incendi, il centralino del 115 intasato e Vigili del Fuoco impegnati su tutto il territorio.

Un’emergenza che anche quest’anno ha messo in ginocchio il comando etneo. “Catania non ha abbastanza mezzi e uomini per affrontare l’enorme numero di interventi. Abbiamo una carenza di oltre 90 lavoratori e dobbiamo persino sobbarcarci il lavoro dell’ormai dismessa forestale”.

A parlare ai nostri microfoni è Carmelo Barbagallo, sindacalista Usb, stamattina in presidio presso la Prefettura catanese con una rappresentanza di colleghi. Il grido d’allarme è sempre più acuto ma pare che resti inascoltato da anni.

Alcuni Vigili del Fuoco sono precari da 20 anni, chiamati a lavorare appena 15 giorni nell’arco di un anno. “Una situazione insostenibile – ci spiegano – basti pensare che a Catania città (esclusa la provincia) la squadra operativa di turno è costituita di volta in volta da appena 5 persone”.

Denunciano lo stato fatiscente dei mezzi a disposizione, rattoppati giornalmente con il fil di ferro, oltre al mancato riconoscimento della professione altamente usurante.

Nei giorni scorsi, anche il capo della protezione civile Curcio ha individuato la Sicilia come una di quelle regioni a rischio “Portogallo”. Quasi un migliaio, infatti, gli interventi già effettuati dall’inizio dell’estate a causa degli incendi.

Ad essere contestati dai sindacalisti Usb sono sia la direzione regionale dei Vigili del Fuoco sia il vertice comando catanese. Parole al vetriolo anche per gli altri sindacati accusati di “lassismo”. Per tutte queste motivazioni, la protesta nazionale oggi è arrivata direttamente al Pantheon di Roma. Una voce risoluta e decisa che promette battaglia.

Gli ultimi 3 anni sono stati un disastro totale e non abbiamo intenzione di fermarci. Per la sicurezza nostra e della popolazione!”

Dall’incontro con il prefetto Silvana Riccio e dalla politica locale si aspettano che arrivi l’ascolto necessario. Sul piatto: la sicurezza di tutta Catania.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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