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Via Reclusorio è un “cacatoio” ma non è colpa dei clochard

Siamo in Via Reclusorio del Lume ed è ora di pranzo. Non ci sono i senzatetto segnalati da alcuni residenti, allarmati dalla mancanza di igiene e dall’aria maleodorante della zona, ma il percorso che porta all’ingresso dell’accademia di Belle arti, è occupato da una serie di cartoni, coperte, fogli di giornali e croccantini, che ne segnalano la presenza.

Sono sistemazioni precarie per difendersi dal freddo, e per quanto possibile, per ritagliare un angolo di strada tutto per sé.

Gli studenti confermano l’assenza di pulizia della zona, ma non sembrano spaventati dalla presenza dei clochard, «magari si teme per i cani, ma niente di più».

La spazzatura, la puzza, la mancanza di controllo da parte dei vigili o dei carabinieri sono confermati dal segretario dell’accademia che ne denuncia la mancanza di interesse: «molte volte, non rispondono nemmeno alla nostra richiesta di aiuto, o se vengono sul posto, guardano la situazione senza fare nulla. Su questa via, i barboni si vestono, si nascondono dietro le macchine per defecare, il tutto alla luce del sole».

Ma il problema non nasce soltanto dai senza tetto: «questa zona è frequentata dagli zingari, che a differenza dei clochard- spesso hanno tentato di entrare nella struttura per chiedere dei soldi- dal “catanese medio”, che passeggiando da queste parti  contribuiscono a sporcare la via buttando a terra di tutto, e dagli stessi residenti che dopo aver portato a spasso il cane non si premurano di ripulire. Questo è un vero e proprio cacatoio. Il sindaco, dovrebbe intervenire».

Carente è anche lo stato di pulizia della zona: « non viene utilizzato nessun tipo di prodotto specifico per togliere l’odore di piscio o per disinfettare la zona».

A curare il tratto di strada ad angolo, a quanto pare ci penserebbe lo stesso gestore del rifornimento di benzina.

Non tutti i residenti rimangono indignati di fronte alla presenza dei clochard sulla strada, ma per i quali si prova solo «tanta tenerezza per la loro sofferenza e per la loro condizione. Sarebbe il caso che le istituzioni si impegnassero maggiormente nella pulizia della zona, visto anche le condizioni delle pattumiere piene fino all’orlo, e che si provvedesse attraverso gli assistenti sociali ad accogliere i senza tetto, aiutandoli a migliorare la loro condizione».

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