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Via Crociferi ripulita dai graffiti

Dopo le numerose polemiche e denunce sulle condizioni in cui versa Via Crociferi patrimonio Unesco, finalmente il Comune di Catania interviene per ridare lustro al fiore all’occhiello del barocco catanese.

L’incognita

Da questa mattina gli operatori della Multiservizi sono a lavoro su via Crociferi. Stanno intervenendo per la ripulitura dei graffiti più volte richiesta e sollecitata dai residenti, dagli esercenti e dagli operatori culturali etnei.

Negli scorsi anni è stato addirittura costituito un comitato cittadino per la sua salvaguardia e la valorizzazione. I componenti avevano protocollato un’istanza per portare al centro dell’attenzione della precedente amministrazione la suddetta via. Avanzavano una serie di proposte e interventi per tutelare e salvaguardare la via considerato il suo patrimonio e l’attrattiva turistica internazionale.

La strada era divenuta infatti espressione di degrado e di stato di semi abbandono.

Può una strada come via Crociferi essere trattata come qualsiasi altra arteria del tessuto urbano catanese?

Ovviamente no. Quindi oggi possiamo ben dire che anni di proteste cittadine trovano finalmente risposte concrete da parte di questa amministrazione che ha dimostrato sensibilità al tema.

Meno opportune risulterebbero le modalità di ripulitura.

Ripulire dai graffiti non è cosa semplice. Si procede dapprima con specifici solventi per passare poi a idranti che potrebbero tuttavia risultare aggressivi alle superfici sulle quali si interviene.
Ed è proprio questo il processo che si sta attuando nel corso dei lavori su via Crociferi. Ma, oltre a questi interventi, assistiamo un po’ sgomenti alla copertura parziale delle superfici attraverso l’impiego di vernice color ocra e bianco.

L’effetto che si crea è a stratificazione maculata sui palazzi storici, di dubbio gusto e presumibilmente non in linea con il codice dei Beni Culturali a tutela del patrimonio monumentale e paesaggistico.

Perciò la domanda che ci poniamo è: perché?

[Foto by Erika Giacira]
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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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