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Tecnis, dipendenti scioperano in Prefettura

Tecnis spa, dal “colosso” alle “sabbie mobili”. Questa mattina, davanti la Prefettura di Catania, i dipendenti hanno chiesto garanzie sul proprio futuro. Manifestazioni anche al Ministero dello Sviluppo Economico e alla prefettura di Palermo.

Cos’è la Tecnis spa e di cosa si occupa

L’azienda, fondata nel ’97 da Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Domenico Costanzo, si occupa di costruzioni di opere infrastrutturali.
Nel 2014, il Sole 24 ORE la annovera al 15esimo posto tra le imprese di costruzione italiane in grado di aggiudicarsi gli appalti. Ma, per l’Italia meridionale, occupava la prima posizione.

L’inchiesta giudiziaria e il buio

Un’inchiesta giudiziaria coinvolse i proprietari, nel 2015, che furono arrestati con l’accusa di aver versato tangenti per ottenere appalti. A seguito della “Dama Nera” della procura di Roma, l’azienda venne commissariata e affidata a Saverio Ruperto.

Ma, nel 2017 il Tribunale di prevenzione di Catania ne ha dispose il dissequestro, ritenendo infondate le accuse. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso alla Tecnis l’amministrazione straordinaria per il suo salvataggio e rilancio.
Il buio economico del “gigante”, però, era già iniziato prima dell’inchiesta. Il cda aveva già dichiarato di voler vendere la società, senza conoscere tutto ciò che sarebbe avvenuto dopo.

L’ipotesi di cessione a Pessina srl

Nei mesi scorsi, sembrava essere stato raggiunto l’accordo per la cessione al gruppo Pessina srl di Milano. Sembrava che l’azienda vincitrice, a Catania, dell’appalto per la costruzione della Metropolitana e delle opere dell’Ospedale San Marco, avesse trovato un po’ di ossigeno.

In realtà, quest’ipotesi non si è mai concretizzata. Su Affaritaliani, risulta che la società milanese abbia interrotto l’iter per “l’impossibilità di acquisire tutti i cantieri”.
L’imprevisto ha nuovamente messo in discussione le sorti della Tecnis e dei suoi dipendenti.

La protesta alla prefettura di Catania

Stamattina, i dipendenti hanno protestato davanti la prefettura di Catania, supportati dai sindacati Filca Cisl, Fillea Cgil, Feneal Uil.
Tra stipendi mai erogati e incertezza sul futuro dell’azienda, hanno chiesto a gran voce delle garanzie.
La vendita della società risulta necessaria per superare la crisi, ma non si comprendono i motivi per i quali questa decisione non si concretizzi ancora.

“Oggi scioperiamo contro l’empasse del Ministero sulla vertenza Tecnis. A oggi, nessuna notizia sulla vendita del gruppo. Doveva avvenire nei giorni scorsi, ma si sta ancora temporeggiando. Questo è un pericolo per il futuro dell’azienda. Stanno aumentando i debiti, ci sono mensilità arretrate da pagare e, solo a Catania, 160 dipendenti a rischio“. A parlare è Rosario Di Mauro, segretario di Filca Cisl di Catania.

I rappresentati dei lavoratori speravano di essere ricevuti immediatamente. Ma, l’incontro previsto per questa mattina è stato posticipato alle ore 19.30 di questa sera.

“Sarà un incontro probabilmente di carattere formale, perché le decisioni sono già state prese dal Mise questa mattina. Entro il 29 aprile si rivedranno le offerte precedentemente scartate. Dopo quella data lo stesso Mise dovrà scegliere a chi cedere provvisoriamente la Tecnis”, continua.

“Oggi al Mise è andata in scena una situazione di inaudita gravità”. A dichiararlo sono i segretari generali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cigil, ovvero Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi.

“Abbiamo registrato l’assenza di interlocutori all’incontro. Nessuna garanzia. Così come l’assenza di risposta sulle tempistiche e le modalità di salvataggio”, hanno detto.

“Il governo resta inerme. Il provvedimento non servirà a far ripartire le opere, a differenza di quanto asserisce il governo. Chiediamo al ministro Luigi Di Maio di non limitarsi a qualche video o tweet, ma di partecipare ai tavoli con le organizzazioni sindacali. Per dare risposte ai lavoratori e alle famiglie”.

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