Cronache

Vertenza SIRTI, 396 posti a rischio: lunedì il corteo in Prefettura

Si terrà lunedì 11 marzo la protesta interregionale della vertenza SIRTI con i suoi potenziali 833 esuberi (su 3.692 addetti) distribuiti lungo l’intero territorio nazionale. In totale i dipendenti a rischio sono 396: nello specifico si dividono tra 148 a Belpasso, 152 a Carini e 96 a Catanzaro.

I lavoratori che arriveranno dai tre stabilimenti si raduneranno in piazza Roma a partire dalle ore 09:00. Sarà presente anche una folta delegazione di lavoratori Telecom, solidali con i loro colleghi.

È poi previsto un corteo sino alla Prefettura di via Etnea organizzato unitariamente da Fiom Cgil, FIM CISL e Uilm Uil; di fronte a Palazzo Minoriti, in via Etnea, interverranno i coordinatori nazionali Pietro Locatelli (Fiom), Marco Giglio (Fim), Michele Paliano (Uilm), Roberto Mastrosimone Fiom Cgil Sicilia e i segretari confederali territoriali.
Interverranno le RSU dei vari stabilimenti e il segretario della Cgil di Catania, Giacomo Rota. Concluderà il cordinatore nazionale della Uilm Uil.

Come si legge nel documento nazionale unitario: «La vertenza SIRTI per le dinamiche dirompenti con cui è stata avviata, procedura di licenziamento collettivo, ha di fatto disorientato le altre aziende del settore. Presente il rischio di un effetto domino che potrebbe diffondersi a seconda delle soluzioni che si andranno ad individuare a valle. Un settore, quello delle TLC, da tempo impattato da forti tensioni dovute all’innovazione tecnologica (progressiva riduzione della rete rame), metodologie di assegnazione delle gare (massimo ribasso), proliferazione delle aziende partecipanti a gare».

«Il tutto collocato in uno scenario di forte riduzione degli investimenti stanziati da parte dei maggiori committenti operanti nel settore, per il triennio 2019-2021. Pertanto, FIM-FIOM-UILM hanno da tempo sollecitato la creazione di un tavolo permanente del settore della TLC presso il Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di analizzarne le problematiche e congiuntamente individuarne le soluzioni», conclude il documento.

E.G.

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Redazione

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