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Vertenza Myrmex, continua l’occupazione dei lavoratori cassintegrati

“Lottiamo per vivere” questo l’urlo dei 69 lavoratori cassintegrati del laboratorio d’eccellenza di ricerca farmaceutica che per l’ottavo giorno continuano la loro occupazione sul terrazzo del laboratorio Myrmex alla Zona industriale di Catania.

 “Per l’ottavo giorno consecutivo ci troviamo a lottare per la sopravvivenza del nostro lavoro e del centro stesso – dice Margherita Patti, segretario generale della Cgil e lavoratrice MyrmexNei giorni scorsi abbiamo sentito il calore dei cittadini catanesi che in tanti modi ci hanno manifestato la loro solidarietà, a livello personale e sul web, e abbiamo ricevuto la visita solidale del sindaco Bianco che si è impegnato a riportare la vertenza sul tavolo nazionale con Palazzo Chigi, ma anche all’attenzione della Regione e la visita delle deputate nazionale e regionale, Luisa Albanella e Concetta Raia. La protesta continuerà sino a quando la Regione Sicilia non ci dirà la verità sul nostro destino.”

Il laboratorio di ricerca di Catania è considerato un laboratorio d’eccellenza. Ufficialmente autorizzato dal Ministero della Salute Italiano  ha operato, fino al 2013, in ambito preclinico  avvalendosi di attrezzature tecnico scientifiche all’avanguardia e di  risorse umane di elevatissima competenza e professionalità. Nel  2009 è stato ufficialmente accreditato dall’AAALAC (Association for Assessment and Accreditation of Laboratory Animal Care) e, dal 2001, è stato ufficialmente dichiarato “centro di training e formazione” di Wyeth per l’Europa, il Medio-Oriente e l’Africa.

La storia del declino di una delle strutture di eccellenza nella ricerca internazionale inizia nel 2011 con  la cessione del laboratorio da parte della Wyeth  alla Myrmex  con un contratto che, a fronte di un prezzo simbolico del compendio pari ad un  euro, ha spostato fuori dalla famiglia Pfizer  l’intera struttura e i suoi 69 lavoratori. Il contratto prevedeva la richiesta di un patto di stabilità occupazionale alla Myrmex s.p.a, questa infatti, si impegnò a  non dichiarare lo stato di crisi aziendale né ad avviare procedure di licenziamento collettivo, né procedure di licenziamento individuale nel corso dei ventiquattro mesi successivi alla data di efficacia della cessione del  ramo di  azienda.

La Myrmex ricevette 15 milioni per lo startup della nuova attività. La Regione Siciliana, con la delibera 189 del 5   agosto 2011, chiedeva l’impegno alla Myrmex s.p.a di mantenere l’attuale livello occupazionale  per un periodo di tre anni dalla data della cessione del ramo di azienda. L’attuazione dell’accordo di programma veniva garantita dall’impegno di cedere ad un  euro, in caso di inadempimento, alla Regione siciliana o ad un soggetto dalla stessa indicata, l’intero compendio  aziendale (oggetto di cessione  da parte della società cedente).

Nel 2013 si sarebbe dovuto attivare l’accordo di programma con il finanziamento del progetto, ma la Regione sostenne che l’azienda non avesse presentato un progetto di portata tale da dover essere preso in considerazione. Dal canto suo, invece, l’azienda rivendicò il finanziamento che, secondo l’accordo di programma, sarebbe dovuto  essere erogato a prescindere dal progetto. Nel  2014, la situazione peggiora, con il dubbio da parte della Regione Sicilia che la stessa delibera regionale approvata sotto la precedente presidenza del governatore Lombardo fosse valida (il dubbio, ad oggi, non è mai stato chiarito da parte della Regione, né a favore, né a sfavore dell’ipotesi) e  nello stesso anno l’azienda comunicò la volontà di avviarsi verso la chiusura.

Partirono così le prime casse integrazioni ordinarie, poi trasformatesi in straordinarie. Una situazione drammatica che richiede un intervento immediato senza il quale si arriverebbe, nel Febbraio 2016, a rendere i 69 lavoratori Myrmex a tutti gli effetti disoccupati senza trattamenti economici.

Da oltre una settimana lo spirito di confronto dei lavoratori si è trasformato in disperazione, sino all’occupazione permanente del terrazzo della Myrmex. La Prefettura di Catania ascolterà giovedì 21 Maggio i rappresentanti di Cgil, Filctem Cgil, Uil e Uiltec, associazioni sindacali vicine ai lavoratori .

“Ci aspettiamo che almeno vengano create le giuste condizioni  affinché il caso si sposti su un “tavolo” istituzionale nazionale, così come il sindaco Bianco si è già  impegnato a promuovere nei giorni scorsi -spiegano i rappresentanti sindacali – Ma sino a quando Crocetta non verrà a trovare i lavoratori per una risposta definitiva sul caso, questi non abbandoneranno la sede”.

 

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Redazione

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