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Verso il Referendum: “L’ENI lancia uno spot sul gasolio pulito”

Sicilia – Mentre gli Italiani vanno verso il refendum del 17 aprile, ENI lancia una campagna pubblicitaria e sponsorizza il gasolio pulito.

SI o NO, la materia del contendere è ostica e non sufficientemente spiegata, dicono in molti specie in Sicilia. Va ricordato che in questo referendum non è in discussione l’autorizzazione a nuove trivellazioni, ma si vota per rinnovare o non rinnovare le concessioni esistenti entro le 12 miglia marine; la Sicilia e’ tra le nove Regioni che ha piattaforme già esistenti entro questo limite, (per fare un esempio) la Vega della Edison a Pozzallo, attiva dal 1987. Se dovesse vincere il “no”, le piattaforme verranno sfruttate fino ad esaurimento; se invece vince il “sì”, gli impianti verranno chiusi in anticipo, ossia alla scadenza delle concessioni, va sottilineato anche, che le concessioni scadrebbero non prima di cinque anni e che quindi il timore di perdere posti di lavoro risulta in qualche modo infondato, in un lasso di tempo così ampio possono essere recuperati ed impiegati nel rinnovabile.

Contro il prolungamento delle concessioni e quindi a favore del “Si”, si schierano in molti, dal neo-nato comitato degli avvocati ad alcuni componenti della CGIL, alle associazioni NO TRIV sparse per tutta Italia, di cui fa parte anche l’associazione ambientalistica Fare Verde; abbiamo chiesto un opinione al responsabile locale Sebastiano Zappalà che ci fornisce altri spunti di riflessione.

«Non mi sembra che la Regione Sicilia si sia fatta promotore del referendum, rispetto a quanto, hanno invece fatto le altre regioni italiane, visto che l’isola è l’unica ad avere le trivelle entro le 12 miglia, di fatto dalla Regione Siciliana non sta arrivando nessun segnale. In questi giorni l’ENI è uscita con una campagna pubblicitaria in cui promuove il gasolio pulito, che numericamente pare incida intorno al 15% e’ una percentuale inrisoria anche in termini di risparmio, se consideriamo quanto viene a costare il petrolio estratto nei nostri mari; I nostri idrocarburi sono sporchi, pesanti perché ricchi di zolfo, rispetto al petrolio estratto in Arabia Saudita che è invece pulitissimo e con 40 dollari a barile ci fanno i soldi, al contrario di noi che dobbiamo affrontare un costo decisamente più alto per via della raffinazione.  Mi chiedo perché ENI esce proprio adesso a ridosso del refrendum con questa campagna pubblicitaria,  mi auguro – continua – che in questo referendum vinca il SÌ, perché solo così vedo la possibilità di iniziare a fare ricerca e a progettare sulle energie rinnovabili, in Europa paesi come la Danimarca utilizzano il 95% di energia rinnovabile, in Sicilia abbiamo investito i pochi incentivi favorendo solo grandi gruppi e le percentuali di utilizzo sono molto basse. Nel canale di Sicilia l’installazione di pale eoliche sarebbe una soluzione, oltre a non deturpare l’ambiente proteggerebbe il mare, soprattutto dalla pesca a strascico favorendo cosi la riproduzione della fauna marina, alcuni tipi di pesce li abbiamo solo da allevamento. Queste solo alcune delle ragioni, ma ve ne sono anche altre e di varia natura, Fare Verde si esprime a favore del si, sarebbe bello se con questo referendum si potesse impedire anche l’utilizzo dell’Air Gun (usata per l’esplorazione dei fondali marini, e’ una sorta di esplosione ad aria compressa molto potente ndr), che pare abbia provocato lo spiaggiamento nell’Adriatico di 7 Capodogli».

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