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Verso il referendum: Esponenti della Cgil Catania si schierano contro le trivelle

Il Sì al referendum è sostenuto anche da una rete di singoli della Cgil che invitano a votare contro le trivellazioni.

Il quesito del  referendum 17 aprile  è piuttosto tecnico, e questo potrebbe scoraggiare il voto ma rappresenta una scelta in tema di energia, quindi è un referendum politico, e riguarda tutti.
Dalle associazioni ambientaliste hanno spesso chiarito che le norme improvvisate e strumentali pro petrolieri, pur di sfruttare i giacimenti  hanno messo a rischio l’ambiente marino e l’economia del mare. La ricerca selvaggia e improduttiva sostenuta anche da SEN “Strategia Energetica Nazionale” di fatto non ha risolto i nostri problemi energetici,  senza contare l’impatto che ha avuto la carbonizzazione sul clima.

Le ragioni del NO sono sostenute non solo tra componenti del governo o tra i petrolieri, esiste un comitato che si chiama “Ottimisti razionali” presidio dall’ex deputato Pci Gianfranco Borghini, e da alcune sigle di sindacati che esprimono dubbi temendo la perdita di posti di lavoro, un esempio su tutti Emilio Miceli della Filctem Cgil che si è espresso per No, mentre alcuni componenti catanesi non hanno esitato a fare rete e pubblicare le foto nei loro profili Facebook con uno slogan “Sì il mare è nostro” tra loro:  Alfio Mannino segretario generale Fai Cgil Catania, Claudio Longo segreteria provinciale, Giuseppe Oliva segretario generale Nidil Catania, Rosaria Leonardi direttivo Provinciale Cgil, Pina Palella segreteria Provinciale Cgil Catania, insieme ad alcune categorie tra cui la FIOM.

Secondo i rappresentanti Cgil, che si schierano contro le trivellazioni, una vittoria del Sì avrebbe l’effetto politico di spingere il Governo a considerare, una buona volta, le ricerche nel campo delle energie rinnovabili soprattutto a guardare concretamente a quanto stabilito a Parigi sulla riduzione dell’emissioni di Co2.

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