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Vergognosa sparizione del simbolo della tifoseria catanese

 foto gruppo facebook "quando saremo tutti nella nord"
foto gruppo facebook “quando saremo tutti nella nord”

Monta la rabbia tra i tifosi rossazzurri per la misteriosa e inspiegabile sparizione dello storico striscione “Curva Nord” che ha accompagnato e celebrato le imprese dei rossazzurri a partire dalla storica promozione del 2005/2006. Un colpo al cuore per i supporters etnei, un simbolo storico di inestimabile valore affettivo realizzato con una colletta a cui ha participato l’intera città. Rappresentava lo spirito di appartenenza ai colori rossazzurri: tutti uniti sotto i colori del Catania. Lo striscione 70X30 metri, da poco dissequestrato dopo i tragici accadimenti del 2 febbraio sarebbe stato nuovamente esposto in occasione del derby di settimana prossima contro il Trapani con cui era stata celebrata la promozione in serie A. I sostenitori etnei tramite la pagina facebook Quando saremo tutti nella nella nord esprimono la rabbia per un simbolo che l’intera tifoseria non rivedrà più:

“Lo striscione Curva Nord è sparito. Non si trova più. O meglio: è stato buttato nella spazzatura come un rifiuto. Perché uno striscione 70 metri per 30 non può sparire e non sapersene più niente.”

Dopo il sequestro era stato riposto in un’area interessata dalle indagini:

“Quando ci viene comunicato il dissequestro, un paio di anni fa, lo sistemiamo, lo pieghiamo e lo depositiamo in uno sgabuzzino sotto la tribuna A che ci viene indicato. Ieri ci arriva una segnalazione:”Siete sicuri che lo striscione ci sia ancora?”. Preoccupati ci rechiamo allo stadio e il bandierone, in quello sgabuzzino, non c’è più”.

Da questo momento parte il rimbalzo di responsabilità, sport italico molto praticato: il Comune scarica la responsabilità al servizio d’ordine del Catania, da questo al Comune.

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foto gruppo facebook “quando saremo tutti nella nord”

L’unica cosa certa è che lo striscione è stato preso e buttato nella spazzatura. Non poteva stare più lì? Perché non chiamarci, come fanno per mille cazzate, e dircelo? E invece no: di nascosto lo hanno fatto sparire.
Un simbolo buttato via come una scarpa vecchia.
Un vero e proprio sfregio al cuore di noi tifosi. Una intera città vuole sapere chi è stato e perché lo ha fatto. Non pensate che la cosa finirà così, a caffè, perché andremo fino in fondo.
Questa è la goccia che fa traboccare il vaso. L’ennesimo affronto che subisce una tifoseria la cui colpa, evidentemente, è di essere troppo innamorata della sua squadra. E che in cambio riceve solo affronti e soprusi, dal Comune, dalla società e adesso anche degli inservienti della stessa. Gente pagata con i nostri soldi che pensa di poterci cacare in testa liberamente. Potete togliervelo dalla testa.
Chi sa, parli. Comune o servizio d’ordine del Catania che sia.
Per adesso riusciamo a dire solo una cosa: vergogna, vergogna, vergogna”.

Evidentemente l’autore di tutto questo ha pensato tra se e se che per questa tifoseria era finito il tempo di festeggiare, di portare in alto i colori rossazzurri ma non ha fatto bene i conti con la voglia della splendida tifoseria rossazzurra di non arrendersi, di non piegarsi, di andare avanti con il Catania nel cuore per l’onore della maglia e della città.

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