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Ventimila rientri in Sicilia, Musumeci “Serve linea più ferma”

Stilato anche un piano di continuità sanitaria

Da 1.500 iscrizioni a 11mila sul portale della Regione Siciliana per segnalazione la provenienza da zone a rischio nel Nord Italia. Boom di iscrizioni dopo le due ordinanze divulgate del governatore Nello Musumeci che hanno trasformato la facoltà di segnalare il proprio ritorno sull’Isola in obbligo, per contenere il diffondersi del Coronavirus nell’Isola.

«La Sicilia sostiene le misure varate dal governo centrale. Si unisce alla richiesta di consentire a ogni Regione, in un quadro di condivisione con le istituzioni nazionali, di adottare iniziative ulteriori, purchè non in contrasto. È il giusto compromesso per venire incontro a richieste legittime, come quelle della Lombardia. Voci che nel sentimento di coesione nazionale non possono essere lasciate inascoltate», dichiara il presidente Musumeci.

«Per noi si tratta, ove condiviso, dell’opportunità di adottare una linea ancora più ferma. Un’opzione resa indispensabile dal numero enorme di cittadini che hanno lasciato proprio le regioni del Nord. Nessuno vuole fare una corsa al primo della classe. Ma -conclude il governatore- tutti abbiamo il diritto e il dovere di proteggere le nostre popolazioni e dare il giusto tempo al sistema sanitario per prepararsi a una eventuale gestione emergenziale».

Il piano di continuità sanitaria

Dinanzi all’emergenza, l’assessore regionale Razza ha stilato un piano che permetterà ai siciliani di accedere, con le dovute restrizioni, ai servizi sanitari.

Negli ospedali potranno essere assicurate le prestazioni ambulatoriali con classi di priorità U (urgenti) e B (brevi), quelle relative ai pazienti oncologici o comunque ritenute indifferibili. Anche nell’ambito territoriale continueranno ad essere garantite le prestazioni ambulatoriali. Incluse quelle domiciliari, con classi di priorità U (urgenti) e B (brevi), quelle riservate ai pazienti oncologici e le attività ritenute indifferibili. Assicurate le misure di contenimento del contagio ed il rispetto delle distanze di sicurezza tra pazienti nelle sale d’aspetto. Infatti il numero degli accompagnatori sarà ristretto ad una sola unità.

Saranno garantite inoltre  le prestazione riabilitative di natura indifferibile. In tutti i casi, prima di effettuare il trattamento programmato dovrà essere accertato che nell’ambito del nucleo familiare dell’assistito non vi siano soggetti rientrati dalle aree a rischio Coronavirus.  O persone che presentino sintomatologia riconducibile all’infezione. In tal caso, il trattamento dovrà essere sospeso”.

I centri dialisi dovranno continuare ad erogare le prestazioni. Se un paziente dovesse risultare positivo al Coronavirus, è previsto dal piano un trasferimento presso strutture pubbliche. Sarà garantito comunque il trattamento da parte della competente Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi. Continuano ad operare in regime ordinario – evidenzia il piano – i servizi di Assistenza domiciliare integrata, i laboratori di analisi in regola con le norme di sicurezza.

E.G.

 

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Redazione

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