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Vandalizzato il “Presepe del Rifugiato” a Giarre

"Resterà lì"in Piazza del Carmine il presepe vandalizzato, come stimolo per l'accoglienza

Un atto vandalico irriverente e da condannare. Al moderno “Presepe dei Rifugiati” di Giarre sono stati applicati fogli adesivi con i simboli dell’euro, del dollaro e della Caritas.

Il Parroco e il Sindaco esprimono il loro disappunto. Il moderno presepe, il “Presepe dei Rifugiati“,una natività in legno dentro una barca con delle figure senza volto, incarna la parola del vangelo.

“Rendere attuale il messaggio del Vangelo, questo è il nostro intento – dice Don Lucio Cannnavò -. Quello del Natale è il tempo in cui Dio stesso si mette in movimento e si fa migrante”.

Per imbruttire l’opera della moderna natività sono stati appiccicati sui personaggio dei fogli bianchi con le stampe nere dei simboli dell’euro, del dollaro e del logo della Caritas.

“È un gesto che ci dispiace molto – commenta il responsabile dell’ufficio diocesano per le migrazioni – Sembra fatto con superficialità e motivato da qualche forma di contestazione, anche se non credo abbia nulla a che fare con l’aspetto politico”.

Il presepe, ripulito, è sempre esposto in Piazza Del Carmine, e vi rimarrà sino alla fine delle festività natalizie. Si  cerca ora di capire chi siano i responsabili del gesto, più simbolico che di danneggiamento, anche attraverso le videocamere di sorveglianze. Il Sindaco D’Anna ritiene non sia una “ragazzata”, visto anche l’accensione anticipata, da parte di terzi, del tradizionale zucco di Natale.

“Resterà lì- aggiunge Cannavò. – Auspico che possa essere da stimolo a chi non riesce ad accogliere chi è diverso, e a chi ha paura dello straniero”. Il prossimo anno il “Presepe del Rifugiato” sarà collocato in un’altra città della diocesi acese, poiché pensato per essere un’installazione itinerante.

Il Sindaco D’Anna si stupisce della presenza del logo Caritas. “Un organismo cui a Giarre fanno riferimento circa tremila persone, che rappresentano il dieci per cento della popolazione”, e forse, aggiunge, uno sfondo politico c’è.

Il presepe è il simbolo, per eccellenza, del Natale, di pace  e rinascita. Il valore spirituale è immenso, e nessuno dovrebbe alzare un dito contro di esso.

 

M.L.C.

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Redazione

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