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Vandalizzato il murales di Peppino Impastato

“La verità: sono morto inutilmente, boss scarcerati” recita la scritta rossa apparsa lungo il murales ad Ognina dedicato a Peppino Impastato.

Tutto ciò è accaduto ieri, alla vigilia del 28esimo anniversario dalla strage di Capaci, l’attentato che costò la vita ad uno dei volti della lotta contro la mafia, Giovanni Falcone. Un atto di “protesta” che crea solo indignazione, come quella espressa dall’associazione Interact Club Catania Ovest, che ha realizzato il murales con il supporto di Atlas.

“Sempre lottare e mai arrendersi”

«Ritengo che tali comportamenti -scrive la portavoce Giulia F- a parte che oltraggiare ciò che è un simbolo e non certo un disegno qualunque, facciano male alla grande parte di società sana che crede in certi valori e che quei simboli, vorrebbe vederli sempre integri e soprattutto rispettati. Ebbene oggi non è stato così. Benché non sia la prima volta che ciò accade, noi ragazzi speriamo sempre che sia l’ultima. Qualora non lo fosse, siamo sempre pronti a riportare quei simboli alla loro giusta origine, alla loro giusta pulizia, ed al loro giusto rispetto, verso la quale tutti noi dobbiamo stima ed ammirazione».

«A chi ha danneggiato il nostro murales su Peppino Impastato, posso solo rivolgere tutta la mia disapprovazione. Ma verso tutti coloro che ogni volta, passando sotto quel cavalcavia e guardando quella immagine, pensano che bisogna sempre lottare e mai arrendersi, rivolgo invece tutte le mie forze e la mia caparbietà, affinché quel simbolo torni ad essere il prima possibile, quel messaggio di speranza verso un futuro migliore, fatto di gente libera e di persone sane e volenterose di un mondo più onesto», conclude il post sulla pagina Facebook dell’associazione.

E.G.

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Redazione

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