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Valorizzazione? Per Mimì Lazzaro è utopia

Valorizzazione dei beni artistici e culturali a rischio.

Le avvisaglie, come non hanno risolto il problema di fondo in passato, non riusciranno nell’impresa neppure adesso. Su questo c’è piena consapevolezza. Ma l’ostinazione di chi ama la città di Catania con i suoi tesori non tramonta insieme alle speranze. Al contrario, si fa strada il pretesto per continuare a puntare il faro sulla scarsa attenzione dedicata alla cura e alla valorizzazione dei nostri beni artistici e culturali, costantemente a rischio. Oggi è la volta dell’artista catanese Mimì Lazzaro.

Il monumento al Cardinale Dusmet dimenticato.

La noncuranza e l’ignoranza corrodono l’opera di Mimì Lazzaro, ormai all’ombra dei cipressi. Anzi no: dell’agave, una pianta ornamentale che in altezza può arrivare a misurare 2,5 metri. Tanto quanto basta per disturbare, fino a coprire interamente, le formelle bronzee inserite sul basamento dove si innalza la statua del Cardinale Dusmet, in Piazza San Francesco.

Il progetto del monumento veniva affidato nel 1932 all’architetto Raffaele Leone.

Apposte ai lati del basamento a forma di prua, quattro altorilievi raffiguranti l’opera caritatevole del Cardinale realizzate da Mimì Lazzaro, consegnate nel 1935. “La visita agli appestati”, “La processione con il velo di Sant’Agata”, “L’offerta dei pani”, “La fondazione dell’Abbazia di Sant’Anselmo” spingono l’incisione «Finché avremo un panettello noi lo divideremo con il poverello», citazione attribuita al Cardinale.

È invece dello scultore bagherese Salvatore Cuffaro il ritratto a figura intera del Cardinale posta sul basamento. Completamente ossidata dal tempo e dall’indifferenza, esattamente come le formelle di Lazzaro.

Nella parte posteriore del monumento, alle spalle del Cardinale, si affaccia verso l’arco di San Benedetto su via Crociferi, un’arida fontana dismessa da tempo. È qui che si perdono le parole della preghiera del Cardinale per intero.

Ecco come i turisti percepiscono il monumento.

Basta sbirciare i commenti pubblicati su Trip Advisor per riuscire a vedere con gli stessi occhi dei visitatori. Scelgono Catania per scoprirne la sua bellezza, ma restano delusi perché purtroppo la sua stessa espressione le viene negata. Il monumento al Cardinale Dusmet è tuttavia un esempio tra tanti.

Oltre alla tutela – che sembra sempre uno scoglio insormontabile, ciclopico in questa città rassegnata all’approssimazione – basterebbero piccoli accorgimenti per la valorizzazione della piazza e del monumento. A partire dalla sostituzione dell’agave per favorire una piantumazione diversa e congeniale a esaltare il basamento dove sono collocate le formelle di Lazzaro. Per non dire poi del mancato rispetto dell’area pedonale invasa da vetture in sosta che da via Vittorio Emanuele censurano la visuale sull’opera.

Non da meno, inoltre, la dignità di un artista che ha dato tanto a questa città e di cui non si tiene conto sotterrandone le memorie.

L’eredità in consegna alla città.

In condizioni analoghe al monumento dedicato al Cardinale Dusmet, fino a poco tempo fa riversavano i candelabri in Piazza Università. Ogni candelabro narra alcune delle principali leggende siciliane.
Gammazita, i fratelli pii Anapia e Anfinomo, Uzeta e Colapesce sono stati recentemente stuprati a colpi di vernice color grigio scuro, in barba alle norme basilari in materia di restauro.

Sempre di Mimì Lazzaro sono la statua di Minerva all’interno della Facoltà di Economia – i cui studenti temono di incrociare lo sguardo – e “La Giustizia” che, con la sua maestosità, domina Piazza Giovanni Verga. Alla Villa Bellini, invece, l’Allegoria delle Arti (pittura, scultura, architettura, musica).

Un’eredità che non riusciamo a conservare, tutelare e valorizzare. Una ricchezza affidata all’incuria e all’indifferenza, nel traffico urbano e nel lerciume. Come a testimoniare il tracollo nell’infausto baratro di una città abbandonata a se stessa, nel degrado.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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