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Valle del Simeto, l’allarme: “Si trivella nel silenzio generale”

Sono spaventatissimi. A parlare sono gli abitanti della Valle del Simento. Agricoltori, avvocati, associazioni: tutti pronti a scendere in campo (e nelle aule dei tribunali) per opporsi all’estrazione di idrocarburi già in atto nel territorio di Centuripe, in contrada Mandarano. Infastiditi per il silenzio tombale che ha caratterizzato questi primi sei mesi di trivellazioni, sono sul piede di guerra per far sentire la loro voce.

Al netto di allarmismi, vogliono informare e aggregare le persone contro una situazione che potrebbe ampliarsi. Emanuele Feltri, agricoltore ed esponente dell’associazione Valle del Simeto, parla di “un nuovo polo petrolchimico che impone modelli di sviluppo invasivi, in antitesi con la natura agricola, paesaggistica e turistica del nostro territorio”.

Un’operazione che, secondo i cittadini coordinati dalla Casa del Popolo di Adrano, persegue il profitto delle multinazionali a danno della popolazione. “Con il consenso dela Regione Siciliana – continua Feltri – e nel pieno silenzio dei sindaci, ad eccezione del primo cittadino di Caltagirone Gino Ioppolo, non si ferma l’estrazione di idrocarburi in un’ampia zona della Valle del Simeto”.

Ma non finisce qui. I confini potrebbero allargarsi fino a raggiungere i territori di Paternò, Ragalna, Ramacca, Palagonia, la zona del ponte Primosole e le porte di Catania. “Ci hanno politicamente imposto la decisione dall’alto senza rispettare la natura e la ricchezza del nostro territorio – spiega Feltri – nonostante la vicenda venga sminuita dall’ENIMED, siamo preoccupati. Quegli impianti non dovrebbero esserci”.

Perché? La risposta è semplice: il parco archeologico del Simeto, per esempio. “Agricoltura orticola, agrumicola e olivicola, siti preistorici rupestri, pitture murarie uniche per tutta la Sicilia orientale che andrebbero valorizzate e non avvilite dalla vicinanza di ecomostri. Nessuno si è preoccupato dell’emergenza idrica che stiamo vivendo: è l’anno più siccitoso degli ultimi due secoli. Invece ci si preoccupa degli interessi delle multinazionali. Ricordiamo, tra l’altro, che l’Italia percepisce le royalty più basse d’Europa”.

Sono diverse le perplessità dei cittadini: dal nesso tra sciami sismici e le operazioni di “fracking idraulico” alle sostanze chimiche utilizzate nella fase di perforazione che potrebbero compromettere le falde acquifere, avvelenando l’agricoltura del territorio. Ma anche lo smaltimento di migliaia di metri cubi di fanghi tossici, prodotto di scarto dell’estrazione o la realizzazione di mega impianti per il trattamento di rifiuti organici e speciali nella Valle del Simeto.

Le parole d’ordine, dunque, sono: “No triv, sì all’autodeterminazione dei popoli”. Il prossimo appuntamento sarà l’assemblea pubblica indetta per il 15 dicembre. Si prevede una nuova, lunga, battaglia.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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