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Uno specchio sulla vita al Sud: Casa Surace

Coinquilini di quella famosa “Casa Surace” con la maiolica del vecchio proprietario che non si riesce a togliere. Riccardo, Daniele, Fernanda e Renata sul palco dell’Etna Comics ci raccontano come nasce la factory tutta “Made in Sud”.

Perché Casa Surace?

A spiegare l’origine del nome è Daniele, famoso per la sua frase di rito “Carbonara?”.

«Casa Surace nasce proprio dalla porta di ingresso della nostra vecchia abitazione. Qui, dinanzi alla maiolica con scritto “Surace” è nata tutta la magia. Eravamo quattro coinquilini che vivevano insieme e parlando abbiamo deciso di realizzare dei video. Il nome nasce proprio da cosa nostra, che per tutti era “Casa Surace».

Il primo video realizzato dai quattro ragazzi ha avuto subito successo. Il passaggio dal “gioco” al “lavoro” è stato dunque molto breve. La factory è composta da un nutrito team di autori e attori. I personaggi, neanche a dirlo, rappresentano uno “stereotipo di terrone” ben preciso.

«Nel mio personaggio, Rosa Surace, c’è molto di me. Ma abbiamo avuto la fortuna di costruire i personaggi proprio sulle nostre personalità e peculiarità. Di Rosa ho l’esuberanza, l’esplosività e la parlantina. Ma è importante che ogni figura abbia qualcosa dell’attore al fine di presentare al pubblico un prodotto “vero”», prosegue Fernanda, tra le donne di Casa Surace.

Colpo di scena: il milanese è napoletano

Riccardo, Ricky sullo schermo, è napoletano. Uno stupore nasce tra gli spalti del palco di Etna Comics: il suo personaggio, infatti, è un milanese vegano e puntualissimo.

«Non so se sono sempre stato milanese o lo sono diventato con il tempo. Jim Carrey diceva sempre che parte dei personaggi che interpreti poi, a film finito, ti rimangono dentro. Mi viene difficile pensare di distaccarmi dal mio “personaggio milanese” perché fondamentalmente credo di esserlo di carattere. Io e Pasqui, che ci conosciamo da quindici anni siamo agli antipodi. Lui è sempre stato quello che faceva festa, mentre io ero quello più “composto”. Ancora oggi non è facile convincere le persone che io non sono milanese, ma napoletano».

La quotidianità meridionale

Renata, tra gli autori di Casa Surace, invece racconta come si sviluppa il processo creativo dietro ogni video di vita al Sud.

«I contenuti ci arrivano spesso dalle persone. Pacchi da giù, cene in famiglia, cibo, nonne: su questo abbiamo basato sostanzialmente il nostro format. E ciò si nota subito nei nostri video perché in fondo tutti si possono riconoscere in questo orgoglio del Sud. Anche per tutto ciò che riguarda la produzione: la nostra squadra è composta da amici, gli amici di sempre. Nel nostro team c’è, ad esempio Beppe che è scenografo e nipote vero di Nonna Rosetta. Nelle scenografie è tutto vero: il cibo è fatto da mamme, nonne, amici.».

Nonna Rosetta è uno dei personaggi principali di Casa Surace con la sua spontaneità di nonna del sud e cuore pulsante della famiglia. Da quando è diventata “famosa” però tra fan e ammiratori di una certa età, la sua vita non è certamente più come prima.

Tra i prossimi progetti della factory c’è una serie di video tutti al femminile, incentrati sul ruolo della donna al Sud e una sagra targata Casa Surace proprio a Milano.

 

 

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Redazione

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