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Università di Catania: spuntano i fotografi “abusivi”

Un gruppo di studenti e studentesse dell’Università di Catania che fanno parte del gruppo facebook “Regolamentare l’accesso dei fotografi alle sedute di laurea UNICT” ha promosso una petizione per regolamentare l’accesso dei fotografi durante le sedute di laurea.

Nella petizione, che già ha superato i 140 sostenitori, c’è scritto:

“A differenza della maggior parte degli atenei italiani, a Catania manca una regolamentazione che disciplini l’accesso dei fotografi durante gli esami di laurea. Onde evitare che si instaurino meccanismi poco chiari in un ente pubblico, quale è, per l’appunto, l’Università di Catania, ci siamo fatti promotori di una petizione indirizzata al Rettore, al fine di promulgare un regolamento che disciplini la presenza dei fotografi durante le sedute di laurea. Mantenendoci in linea con quanto avviene nella maggior parte degli altri atenei italiani, questo regolamento dovrebbe consentire di selezionare, mediante bandi di cadenza triennale, uno o più studi fotografici “ufficiali” che possono svolgere i servizi fotografici durante le lauree. Inoltre, esso deve comunque prevedere la libertà dei laureandi di poter scegliere un proprio fotografo di fiducia o un amico o un parente che effettui le riprese, previa un’autorizzazione scritta da richiedersi al proprio Dipartimento.”

Contattata dalla nostra redazione Valentina, ovvero l’intestataria della petizione, ha poi spiegato che: “i rappresentanti degli studenti si stanno già muovendo per cercare una soluzione, in collaborazione con i responsabili del Dipartimento. A livello di Ateneo, la promulgazione di un regolamento e di un eventuale bando per ricercare una serie di professionisti accreditati dovrebbe attenersi, secondo noi, a degli standard già fissati anche in altri atenei italiani (si veda, come esempio, il regolamento dell’Università di Milano Bicocca o dell’Università Politecnica delle Marche, tutti consultabili online). In ogni caso, ciò che a noi preme fortemente è che non si svolgano attività all’interno di un’università senza alcuna autorizzazione e, soprattutto, che si renda chiaro per tutti gli studenti che vige la piena libertà di portare con sé i propri fotografi e di estromettere coloro che non sono stati ingaggiati da nessuno”.

 

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