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Università Bandita, scoppia il caso Firme False?

Valeria Contadino: Non ho firmato (per il Rettore inquisito, n.d.a.)

Università Bandita. Sulla piazza virtuale di Mark Zuckerberg si consuma l’ultimo pruriginoso mistero. Chi ha sottoscritto la petizione a sostegno del Magnifico dimissionario Francesco Basile?

I fatti

Sull’edizione cartacea del giornale La Sicilia di venerdì 5 luglio, trova spazio la petizione per contrastare l’accanimento mediatico di cui l’ex rettore sarebbe vittima. Un accanimento presunto e riservato alle impressioni dei firmatari che, forse, non tengono conto dell’inchiesta al vaglio degli inquirenti. Quello che definiscono “accanimento mediatico”, per la stampa si chiama cronaca. Quella in bocca ai cittadini è invece critica e opinione, diritto garantito dalla Costituzione Italiana.

Nessun cenno sul mittente. Per il giornale La Sicilia sono bastate le 168 firme che accompagnano il documento per avvalorare il suo contenuto proposto quindi ai lettori. D’altronde, anche i firmatari della petizione in questione godono degli stessi diritti di esprimere la loro posizione, in questo caso in segno di solidarietà all’ex rettore.

Si dovrà attendere la versione on line per conoscere uno per uno i nomi dei firmatari.

Scorrendo l’elenco, si possono leggere nomi che provengono dall’ambiente universitario, altri in ambito medico, ma anche della società civile e politica. Sono presenti nomi riconducibili al comprensorio catanese, anche se più forti appaiono le corrispondenze con Siracusa. Non mancano poi nomi vicini all’associazionismo nella prevenzione dei tumori al seno e cognomi che fanno ipotizzare lo schieramento di intere famiglie in favore dell’ex rettore.

Valeria Contadino tra i firmatari, ed è subito polemica

Università bandita Valeria ContadinoL’avvocato Pietro Ivan Maravigna pizzica la firma di Valeria Contadino, candidata alle scorse elezioni regionali con Diventerà Bellissima.

«Un nome è poco più noto degli altri: quello della moglie dell’ex direttore dello Stabile Giuseppe Di Pasquale», fa sapere l’avvocato. «Di Valeria Contadino qualcuno ricorderà il volto per averla vista sui manifesti elettorali per le elezioni regionali in cui è stata (senza troppa fortuna) candidata per il movimento Diventerà Bellissima del presidente Musumeci».

«Di Diventerà Bellissima (ma quanto ancora dobbiamo aspettare perché lo diventi?) – continua – è coordinatore provinciale Francesca Catalano moglie dell’ex rettore Basile promotore, secondo Procura e Gip, dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione all’interno dell’Università», ricorda.

«La firma della Contadino sembrerebbe essere la conferma della estrema contiguità politica tra il rettore inquisito e il governatore Musumeci. Vigiliamo quindi sulle nomine di Musumeci in ambito teatrale. Sarebbe poi il caso che Musumeci rompa il silenzio e dica ai suoi elettori (tra cui il sottoscritto) che cosa ne pensa di questa squallida vicenda e se ritiene di fare costituire parte civile la regione nel processo contro Basile e i suoi sodali visto che la Regione è tra gli enti finanziatori dell’Università di Catania».

Ma Valeria Contadino afferma di non avere firmato alcuna petizione e rimanda a un possibile caso di omonimia.

università bandita Valeria Contadino

Da un controllo incrociato, nessun altra “Valeria Contadino” può avere sottoscritto quella petizione. Raggiunta telefonicamente nella giornata di ieri ha rimandato a una chiamata serale tuttavia mai arrivata.

Il mistero s’infittisce

Università Bandita Fabio GranataTra i firmatari si mimetizza nell’elenco anche il nome di Fabio Granata, uno dei fondatori di Diventerà Bellissima, oggi assessore alla Cultura al Comune di Siracusa.

Nel suo caso, poteva trattarsi di omonimia con un ricercatore che effettivamente in passato aveva prestato servizio all’Università di Catania ma che ha smentito di avere sottoscritto alcuna petizione.

I tentativi di raggiungere telefonicamente l’assessore Fabio Granata sono risultati vani. Nessuna risposta perviene inoltre alla richiesta di chiarimento tramite messaggio. E le ragioni possono essere due solamente. O l’accostamento all’ex rettore implicato nell’inchiesta Università Bandita desta imbarazzo che, senza una condanna con sentenza definitiva, non ha motivo di esistere. Oppure, Granata come gli altri firmatari hanno trovato il loro nome allegato alla petizione a loro insaputa.

Firme false? Nessuna firma in calce è pervenuta alla redazione del giornale La Sicilia: i nomi allegati alla petizione erano dattilografati.

A chiarire come sono state raccolte le sottoscrizioni è il dott. Alfio Azzolina

Università Bandita Alfio AzzolinaUna volta contattato l’otorinolaringoiatra dell’Ospedale Cannizzaro, gli chiediamo se ha realmente firmato o meno la petizione in favore dell’ex rettore.

«Non proprio», risponde il dottore. «A me è arrivato un messaggio in cui mi chiedevano se confermavo la mia stima al rettore e se pensavo ancora che fosse una persona perbene, cosa che io penso», sottolinea il dott. Azzolina.

«Ma onestamente non avevo capito che in questo modo stavo sottoscrivendo una petizione».

Ad inviare il messaggio, un’amica di Siracusa. La stessa che probabilmente ha portato avanti questa sorta di class action nebulosa le cui generalità restano blindate.

Nessuna sottoscrizione di pugno. Nessun documento che certifichi la sottoscrizione in piena coscienza e consapevolezza. Solo 168 nomi riportati in modo opinabile su un testo redatto per sostenere l’ex rettore implicato nell’inchiesta Università Bandita che perde così il suo valore.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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