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Università Bandita, 12 mila euro dalla Regione ad “Uccio” Barone: è scandalo

Non fa il tempo di rialzarsi da una polemica che, la Regione Sicilia è subito risucchiata in un altro scandalo. E stavolta non è uno spot sessista a “macchiare” la reputazione dell’Ente. Bensì l’affidamento di un importante studio dal valore di ben 12 mila euro a Giuseppe “Uccio” Barone, ex docente dell’Università di Catania ed indagato nell‘inchiesta “Università Bandita”.

Barone dovrebbe concentrarsi su “i moti europei del 1820 nel corso dei quali la Sicilia ha rivendicato l’indipendenza, l’affermazione dell’autonomia e il ripristino della Costituzione del 1812”. Da ciò, l’ex ordinario di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche e sociale dovrebbe ricavarne un volume. La notizia non è certamente delle più benevole, considerate le accuse che pendono su Barone.

Il docente, infatti, è accusato di aver ottenuto la cattedra di Diritto amministrativo per il figlio Antonio. Ma non solo: avrebbe persino organizzato “finti convegni” per poi intascare i soldi dei rimborsi e distribuirli ad altri colleghi “infedeli”.

La denuncia della deputata Suriano

A denunciare il finanziamento dell’indagato la deputata pentastellata Simona Suriano: «Elargire 12 mila euro di fondi pubblici a un soggetto coinvolto pesantemente in una inchiesta giudiziaria di tale portata è uno schiaffo alla meritocrazia, alla legalità e al buonsenso», tuona.

«Il presidente Musumeci ha scelto, arbitrariamente e senza alcuna procedura comparativa, di destinare la somma al professore Barone. Proprio colui il quale parlava testualmente di “stronzi da schiacciare” durante i concorsi universitari. Proprio colui che secondo le accuse avrebbe cercato appoggi ed entrature per portare il figlio docente a Catania. E poi c’è riuscito. Proprio colui che, secondo i magistrati, organizzava finti convegni, in realtà mai effettuati per ottenere dall’ateneo i rimborsi e distribuirli con altri docenti che facevano parte delle commissioni dei concorsi».

«Dalla Regione arriva la commissione di uno studio sui moti carbonari del 1820 pagato 12 mila euro che grida allo scandalo. Non c’erano altri docenti, ugualmente preparati e titolati? Non si poteva ricorrere ad altre forme comparative e pubbliche? Penso allo storico Giambattista Sciré, il ricercatore che sulla sua pelle ha pagato il prezzo dei concorsi truccati e dell’Università Bandita. Penso alle centinaia di eccellenze siciliane che sono dovute scappare perché dentro l’università di Catania comandavano certi ‘baroni’. Musumeci torni indietro revocando l’incarico. Come può -conclude Suriano- un giovane onesto avere fiducia nella politica quando chi è accusato di condotte illecite viene anche ‘premiato’ dalla Regione?».

 

Fonte: Focus Sicilia

 

E.G.

 

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Redazione

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