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Uniti per il Bellini. Nicolosi: “Vogliamo i nomi di chi vuole uccidere il Teatro”

E’ durato quasi un’ora l’incontro di ieri tra il sindaco, le organizzazioni sindacali e il direttore amministrativo del Teatro Massimo Bellini di Catania. Risultato: la promessa, fatta da Bianco, di riunire la settimana prossima la deputazione regionale catanese ed inviarla a Palermo per ritrattare il taglio da 1,6 milioni di euro previsto dalla Finanziaria, ora in discussione all’Ars.

Per Salvo Todaro, della Libersind Confsal, “i risultati sembrerebbero positivi”: il primo cittadino, presidente inoltre del Bellini, “ha garantito che si stanno muovendo intanto per gli stipendi, che ancora non sono arrivati, degli stabili che dovrebbero arrivare entro fine settimana prossima. Il problema è il Durc, I soldi  dovrebbero essere accantonati, solo che non possono essere erogati dalla Regione fino a quando non si sblocca il Durc. Si sta provvedendo, ci stanno riuscendo ed a quanto pare questo documento è alla firma”.

A quanto pare, infatti, il Teatro non è in regola con il pagamento dei contributi lavorativi da versare all’Inps. Come dice il direttore amministrativo del Bellini, Domenico Amich, il Bellini ha “sia debiti passati nei confronti della Riscossione Sicilia (ex Serit), sia nei confronti dell’Inps. Con la Serit è stato fatto un lavoro di rateizzazione, con l’Inps analogamente anche se in misura minore”. Ad essere bloccati per il Durc negativo sono ” i fondi statali e regionale 2014. Una volta avuto l’accesso avremo più che un attimo di respiro: si tratta di milioni di euro. Se c’è una cosa positiva in tutta la situazione è che non ci sono esposizioni bancarie”.

“Noi abbiamo richiesto al primo cittadino – spiega Loretta Nicolosi, Filcams Cgil – di fare un’assemblea con la deputazione catanese regionale anche perchè gli abbonati e la cittadinanza catanese ci ha proprio richiesto i nomi di chi non sarà favorevole al miglioramento del Teatro, ad una Finanziaria che possa garantire sia gli stipendi sia la programmazione. Sennò sarebbe la morte. Il pubblico e gli abbonati ed i lavoratori vuole i nomi di chi vuole uccidere il Teatro Bellini”.

Quindi il problema dei dipendenti stabili e stagionali: se i primi aspettano il famoso Documento per avere anche uno dei 4 mesi di arretrati, i secondi invece dovranno vedere prima la fine di questo “Sblocca Sicilia” e la cifra messa a disposizione. Secondo Todaro, per adesso, l’unica azione possibile è aspettare: “Il consiglio che possiamo darci è quello di attendere almeno questa settimana quando il Sindaco convocherà questa deputazione” perché “lo sciopero è un’arma a doppio taglio: non possiamo penalizzare un’utenza che anzi fino ad oggi diciamo ha mantenuto le sorti di questo Teatro, senza gli abbonati avremmo già chiuso da prima”.

“Al momento che vedremo che la politica dirà di no – conclude Nicolosi – allora quello sì sarà un grande problema perchè i catanesi tutti, non solo i lavoratori, saranno sicuramente contro questa scelta”.

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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