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Unict, per il CGA lo Statuto è illegittimo

Lo statuto dell’Università di Catania è illegittimo. A sancirlo, in via definitiva, la Sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia depositata lo scorso venerdì 27 febbraio. Uno statuto che sin dalla sua comparsa ha causato non poche discussioni e che ora porterà a rinnovare anzi tempo tutti gli organi statutari dell’ateneo (Rettore, Consiglio di amministrazione e Senato Accademico) in quanto eletti in base ad uno statuto illegittimo.

La vicenda ha inizio nel 2011 quando a capo dell’ateneo etneo c’era il Magnifico Rettore Antonio Recca. Il 30 novembre 2011 viene emanato il nuovo statuto composto di 43 articoli. Di questi, 18 finiscono immediatamente al centro di contestazioni poiché concedono troppi poteri al Rettore. Tra i contestatori, lo stesso Ministero dell’Università e della ricerca per il quale le norme contenute nello statuto sono in contrasto con quanto contenuto nella legge Gelmini. Il Miur presenta quindi un ricorso al TAR regionale di Sicilia che nel 2012 lo rigetta. Il CGA, ritiratosi in camera di consiglio il 15 gennaio 2014, ha completamente ribaltato la sentenza.

Dal ministero sembra si stia valutando l’ipotesi di un commissariamento dell’ateneo e la nomina quindi di un commissario, che possa approvare uno statuto valido ed indire le nuove elezioni. Operazione che, alla luce della sentenza, non possono svolgere gli organi accademici attualmente in carica. Un bel pasticcio che apre di fatto un’interessante campagna elettorale.

“Dopo la sentenza del CGA – ha dichiarato a L’Urlo il coordinatore Udu, Giuseppe Campisi – è necessario che tutti gli organi eletti fino ad ora si dimettano e si proceda a nuove elezioni. Sappiamo che il Rettore Pignataro è stato eletto con uno Statuto precedentemente fatto, ma ad oggi non c’è stata alcuna revisione, così come invece promesso durante le elezioni.

Noi dell’Udu eravamo già contrari a questo Statuto – continua – dato che ha portato ad una drastica diminuzione della rappresentanza studentesca. L’attuale statuto, così come le decisioni prese, sono a discapito degli studenti, vera forza dell’università”

L’attuale rettore, professor Giacomo Pignataro, ha immediatamente replicato con una lettera a LiveUniCt.

In merito alla sentenza del CGA per la Regione Siciliana, relativa allo Statuto dell’Università di Catania, ritengo opportuno e doveroso segnalare alla nostra comunità accademica e insieme al nostro territorio quanto segue:

  1. La sentenza si esprime su un ricorso del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca contro l’emanazione dello Statuto di Ateneo, avvenuta il 30 novembre 2011 nonostante i rilievi di legittimità e di merito formulati dallo stesso Ministero, dichiarando l’illegittimità della procedura di emanazione;
  2. Successivamente al mio insediamento, è stato avviato un processo di modifica dello Statuto volto, tra l’altro, a intervenire proprio sulle norme contestate dal Miur, conclusosi con una delibera del Senato Accademico del 30 settembre 2014 che ha approvato in via definitiva le modifiche statutarie: tali modifiche hanno ricevuto l’apprezzamento del Ministero, il quale ne ha anche autorizzato la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale;
  3. Grazie a questo intervento di modifica, concordato e condiviso dal Miur, l’Ateneo risulta oggi tutelato dalle potenziali conseguenze negative sulla propria attività istituzionale derivanti dalla recente sentenza del CGA;
  4. L’Ateneo ha comunque, in modo sereno e doveroso, già preso contatti con l’Avvocatura distrettuale dello Stato, che ha rappresentato in giudizio il Miur, e con lo stesso Ministero, proprio al fine di richiedere un autorevole conforto alle decisioni fin qui assunte, come è metodo correntemente praticato dalla mia amministrazione.

Questa vicenda dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, come una linea di confronto, non soltanto interno all’Ateneo ma con le altre Istituzioni, sia l’unica strada per affermare un esercizio responsabile della propria autonomia, senza esporre l’Ateneo a conflitti ricorrenti oltre che a rischi giudiziari inutili e dannosi.

Ricordo che già nel mio precedente ruolo di consigliere di amministrazione, in una lettera aperta al Rettore di allora, ebbi ad esprimere preoccupazione per il fatto che il confronto con il Ministero potesse svolgersi nelle aule giudiziarie e a richiedere pertanto un percorso di equilibrio istituzionale.

Ritengo che il percorso oggi intrapreso, di leale e corretta collaborazione con le altre Istituzioni e in primis col Miur, come prescritto dalla nostra Costituzione (lo ricorda la sentenza), coerentemente con questa linea di confronto ed equilibrio, stia producendo i suoi frutti, che consentono al nostro Ateneo di procedere con la dovuta serenità e fermezza in una strada di rinnovamento e  di necessario rilancio.

Giacomo Pignataro

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Redazione

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