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Unict: il vero volto di Vincenzo Bellini ricostruito dai ricercatori di Catania

I ricercatori dell’Università di Catania ricostruiscono iI vero volto di Vincenzo Bellini, il grande compositore catanese, inoltre, lo studio potrebbe servire per scoprire le cause della morte, ufficialmente deceduto per colite ulcerosa. L’analisi dal titolo: “A method for similarity assessment between death mask and portraits through linear projection: The case of Vincenzo Bellini” condotto da due gruppi di ricerca dell’Università di Catania: “Disegno e Metodi dell’Ingegneria industriale” composto dal prof Salvatore Massimo Oliveri e dai ricercatori Gaetano Sequenzia e Gabriele Fatuzzo e quello dell’“Image Processing Laboratory”
(Iplab), composto dal prof. Filippo Stanco con i ricercatori Dario Allegra e Filippo Milotta getta anche un cono di luce su un misterioso “cold case”; ossia, la causa della morte del celebre compositore avvenuta a Puteaux, in Francia.

Alcuni storici ipotizzano una morte per avvelenamento, mentre il professor Adolphe Dalmas, occuparsi dell’esame, arrivò alla conclusione di un decesso per colite ulcerosa. Dunque, da questo risultato autoptico, si dipana il lavoro dei ricercatori dell’Ateneo catanese, in particolare, da alcune maschere che raffigurerebbero il volto del Bellini. La prima realizzata dallo scultore Jean Pierre Dantan al momento dell’autopsia, mentre, altre due derivanti da essa e, infine, un’ultima realizzata nel 1876 in occasione della seconda imbalsamazione.

Incongruenza delle maschere con il referto autoptico

I ricercatori del gruppo di “Disegno e Metodi dell’Ingegneria industriale” applicando tecniche di antropologia virtuale sulle maschere dimostrano incongruenze con il referto autoptico, pertanto, se ad fosse valido il referto del Dalmas, le maschere sarebbero quindi incompatibili con il volto del musicista, al contrario, se, invece, le maschere fossero effettivamente del Bellini allora ad essere inattendibile sarebbe proprio l’analisi autoptica del Dalmas. Da tali analisi, pertanto, iniziano le altre indagini del gruppo di Informatica che, sviluppando, un software per la comparazione tra la maschera mortuaria, in cera, presente all’interno del museo e, in aggiunta, 14 ritratti del compositore realizzati da artisti dell’epoca, ha permesso ai ricercatori di individuare in ogni ritratto 16 “landmark”, ossia, punti chiave antropometrici. Si sono analizzati quest’ultimi,  e comparati con i relativi “landmark” individuati sulla maschera, per assegnare un punteggio di compatibilità ad ogni ritratto.

Il ritratto più verosimile al Bellini si trova nel “Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane” presso Palazzo Centrale dell’Università

Il punteggio più alto, viene assegnato all’opera del maestro Angelo D’Agata, risultata, in definitiva, la più simile al vero volto del Bellini. Una copia è, attualmente, conservata nel “Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane” al Palazzo centrale dell’Università di Catania.

Come funziona il software di comparazione?

Lo strumento rende, dunque, possibile inserire dei punti chiave su immagini bidimensionali, come i ritratti.Il risultato: la ricostruzione in 3D del possibile vero viso di Vincenzo Bellini. Tenendo conto di queste analisi, pertanto, ad essere inattendibile sarebbe proprio il referto autoptico ufficiale. Ciò potrebbe aprire nuovi sviluppi sulle cause della morte del Bellini.

«Siamo soddisfatti per aver aggiunto un tassello alla ricerca storica sul Bellini, un personaggio molto
ammirato e amato a Catania e dai catanesi- commenta il Professore Stanco- ci piace molto l’idea che
adesso si possa ammirare il quadro esposto nel nostro museo sapendo che è molto simile al vero volto
del compositore.»

G.G.

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Redazione

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