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UniCt abolisce il numero chiuso. Campisi (Udu): “Passo avanti verso il diritto allo studio”

La decisione è conseguenza di una sentenza del TAR che aveva ritenuto illegittime le modalità di applicazione delle selezioni.

“E’ un piccolo passo verso il diritto allo studio di tutti, ma c’è ancora molta strada da fare”. A dichiararlo il coordinatore etneo UDU, Giuseppe Campisi, in relazione all’abolizione del numero chiuso all’Università di Catania. L’Ateneo ha, infatti, deciso di eliminare l’accesso programmato in alcune facoltà. La decisione, valutata in una riunione tra il rettore Giacomo Pignataro, la delegata alla didattica Bianca Lombardo e i direttori dei dipartimenti, può essere considerata il frutto di una recente sentenza del Tar. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto illegittimo la modalità di applicazione del numero chiuso nella facoltà di Psicologia, dando così la possibilità allo studente di effettuale la sua iscrizione e aprendo totalmente la graduatoria di quell’anno.

“Presso l’Ateneo catanese – prosegue il coordinatore dell’UDU – sono stati chiusi tutti i corsi, da Giurisprudenza a Lettere a Psicologia, per questo abbiamo deciso di inoltrare un ricorso, sostenuto dalla CGIL e dal suo segretario, Giacomo Rota, patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Cinque anni fa – continua Campisi –  l’università di Catania era la prima ad applicare in maniera totale il numero chiuso. Oggi, è la prima ad eliminarlo”.

A dimostrare che la gestione del numero programmato è da migliorare, se non da abolire, i dati di Scienze della Formazione e del numero totale degli iscritti all’università: nel primo caso, sono moltissimi gli studenti che, non avendo superato il test d’accesso, hanno acquistato i crediti formativi per non rimanere indietro con lo studio. “Lo studente, in questo caso  – sottolinea Campisi –  è trattato alla stregua di una risorsa economica”. Nel secondo caso, il numero degli iscritti nelle facoltà etnee è diminuto drasticamente “data la scarsa attrattività dei corsi”. Senza considerare, inoltre, che nel 50% dei casi gli studenti sono fuori corso e molti di quelli che avrebbero potuto iscriversi sono andati fuori Catania.

Ma eliminando il numero chiuso non si rischia di intasare una facoltà piuttosto che un’altra? “La verità – conclude Campisi – è che si deve lavorare sull’orientamento, in modo da fare comprendere agli studenti quali sono le loro attitudini, senza però eliminare il diritto allo studio”.

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