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Una sensuale Salomè seduce il Bellini

18671081_892961204176161_6754450020921203980_nUn pubblico variegato formato da giovani melomani e spettatori storici, appassionati e neofiti ha accolto con piacere la prima della Salomè di Richard Strauss andata in scena al Teatro Massimo Bellini domenica scorsa.

Ultimo titolo prima della pausa estiva, Salomè è un atto unico tratto dall’omonima opera di Oscar Wilde. La messa in scena, più che la rievocazione storica dell’epoca in cui il dramma è ambientato, ha voluto rispettare l’estetica del periodo in cui il dramma è stato scritto, quindi inquadrando una Gerusalemme all’epoca di Erode filtrata dal gusto evocativo del primo novecento. La bellissima Salomè, magistralmente interpretata da Jolana Bubnik Fogasova, diventa così una illustrazione vivente di Beardsley così come Erode ed Erodiade, rispettivamente Arnold Bezuyen e Janice Baird, dalle voci perfette per i loro ruoli, sembrano disegnati in perfetto Jugendsil.

18581497_892961140842834_5750773762208581904_nIl sipario si apre su uno scenario nero e argento, il regista Pier Luigi Pizzi, attentissimo al libretto ne ha preso alla lettera ogni passaggio. Giovanni Battista, interpretato dalla voce possente e perfetta di Sebastian Holecek, è il profeta che in attesa della sua decapitazione profetizza le sentenze divine sulla casa di Erode annunciando la venuta del Messia dall’interno di una cisterna che invade tutto lo spazio scenico come un enorme pianeta grigio sopra e intorno al quale si muovono tutti i personaggi.

Nonostante l’opera sia in tedesco, i sovratitoli ne hanno reso agevole la comprensione a tutti sia grazie alla bravura di tutti i cantanti, i figuranti e i ballerini, ed è davvero raro che un intero cast sia così all’altezza di un’opera tanto difficile da interpretare, sia grazie alla splendida musica di Strauss.

18528032_892975400841408_2071539383794529389_nL’attesissima “danza dei sette veli” con la quale Salomè seduce il suo patrigno e grazie alla quale riesce ad ottenere la testa di Giovanni non ha deluso le aspettative. Intensa ed erotica quanto basta per non essere mai volgare, Salomè accompagnata da tre bravi ballerini ha sedotto l’intero teatro muovendosi in uno scenario evocativo e visivamente molto d’effetto.

La sempre ineccepibile orchestra del Teatro Massimo Bellini, sotto la direzione di Gunter Neuhold, ha saputo fornire il giusto supporto ai cantanti senza eccedere mai anzi restando sempre fedele alle atmosfere che sia Wilde che Strauss avrebbero voluto per il loro dramma.

Una edizione della Salomè a cui vale la pena di assistere.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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