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Una scala diversa al Bellini sarebbe stata un falso? “Allora io a Catania vedo solo falsi”

Interviene Alessandro Amaro, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Catania

355.000 euro è il costo della nuova scala antincendio progettata e consegnata al Teatro Massimo Bellini per consentirne le attività. Un’opera realizzata dall’ingegnere strutturista Marco Muratore che non è stata risparmiata dalle più aspre critiche dei cittadini e degli addetti ai lavori.

I lavori e le normative vigenti.

Percorrendo i vicoli nel cuore del prestigioso centro storico barocco, ci dirigiamo verso via Maria Callas (ex via Birreria) e difronte a noi la struttura d’acciaio e vetro stilisticamente decontestualizzata rispetto l’insieme.

Si tratta di un progetto sollevato nel 2015, deliberato su iniziativa del Direttore alla Manutenzione Fabio Finocchiaro dalla Giunta Bianco nel 2017 e che ha riscontrato i pareri positivi di tutte le parti interessate. Tra queste è compresa la Soprintendenza che oggi giustifica il benestare del precedente sovrintendente asserendo che con un’opera diversa da quella moderna appena consegnata avrebbe significato autorizzare un falso.

Eppure il Codice dei Beni Culturali e del paesaggio (con le modifiche introdotte, da ultimo, dalla L. 4 agosto 2017, n. 124 e dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205) non lascia scampo a interpretazioni. Essendo la scala antincendio inserita nel prospetto esterno di una delle facciate, stando alle normative vigenti, doveva essere rispettata l’armonia architettonica e dei colori dell’edificio, tenendo conto della bellezza d’insieme. Anche in presenza di una struttura in stile moderno. Pertanto, appare evidente pure all’occhio meno esperto che la scala in oggetto sarebbe una struttura obsoleta rispetto al Teatro Massimo Bellini e agli edifici circostanti.

Alessandro Amaro, Presidente dell’Ordine degli Architetti.

Raggiunto telefonicamente, il Presidente Amaro che nei giorni scorsi aveva annunciato verifiche approfondite sul caso, risponde alle nostre curiosità.

Quali sono i criteri che devono essere valutati per realizzare le scale antincendio su edifici monumentali?

“Il progettista e il direttore dei lavori sono due ingegneri. Sugli edifici monumentali gli architetti hanno competenza esclusiva. Quindi, ritengo che non era possibile che questa scala venisse progettata da un ingegnere. Poi, sul progetto e sulle dimensioni delle scale ci sono delle norme dei vigili del fuoco che regolano le misure in base al numero di persone che devono defluire”.

Rispetto ai materiali impiegati, la scala originaria era in legno e tubi innocenti. Potevano essere sostituiti impiegando acciaio e vetro per la nuova scala?

“Oggi le normative antincendio permettono alcune deroghe sostitutive degli interventi che stiamo verificando sul progetto presentato ai Vigili del Fuoco. Abbiamo confrontato il teatro catanese con il Teatro Massimo e il Politeama di Palermo: nei teatri palermitani non sono presenti scale di emergenza esterne perché probabilmente avranno più scale di uscita”.

Come sono stati scelti i progettisti?

“Abbiamo verificato sul sito del Comune e abbiamo trovato una delibera del 2015 per individuare dei progettisti interni ma le acque si sono mosse nel 2018 per permettere l’apertura del teatro a settembre per le attività”.

Una scelta frettolosa. Poteva essere effettuata diversamente?

“Si sarebbe potuto fare un concorso di progettazione per realizzare un progetto sempre di architettura contemporanea ma meno impattante, diverso”.

Secondo lei sono stati rispettati i parametri del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio? Diciamocelo chiaramente: questa scala è… “esasperata” – per usare un eufemismo – rispetto all’edificio monumentale.

“Ma sa… A Catania, purtroppo, l’amministrazione Bianco di queste cose ne ha fatte tante, quindi non è la prima volta. Se guardiamo la fontana del Tondo Gioeni capiamo che anche quella esce fuori da un progetto regalato e abbiamo quello che abbiamo”.

In una nota stampa del 2017, Enzo Bianco dichiara che il costo della scala ammonta a 355.000 euro. Secondo lei ci vale?

“Questo è quello che emerge dal computo metrico. I tecnici probabilmente hanno computato tutto il materiale necessario. Ma poi è da capire se era necessario realizzare la scala in questo modo o se farla più leggera per esempio. Se si fosse fatto un concorso come avviene in tutte le parti del mondo tranne che in Italia, sarebbero state presentate 30, 40, 50 soluzioni e si poteva scegliere quella meno impattante. Quando si fanno le cose all’ultimo minuto e di corsa quello che ha proposto il progettista è stato ripreso e approvato dalla (precedente) Soprintendenza”.

L’attuale sovrintendente ha affermato che una scala diversa da quella proposta sarebbe stata un falso.

“Mah. Io allora a Catania vedrei solo falsi. La sovrintendente Rosalba Panvini è un’archeologa come la precedente, quindi non è un architetto. Però, sicuramente la scala antincendio poteva essere fatta con dei profili diversi, disegnati. Se lei guarda il più grande architetto che abbiamo, cioè Renzo Piano, queste strutture non sono realizzate con materiali commerciali ma vengono impiegati elementi strutturali che possono diventare elementi architettonici. Ma questo è un parere da architetto e non da Presidente dell’Ordine degli Architetti dove non posso entrare nel merito della progettazione di altri. Poi quella rete copre parzialmente la facciata del teatro: fosse stato tutto aperto avrebbe avuto un impatto più leggero”.

Come si muoverà in definitiva l’Ordine degli architetti?

“Anzitutto vorrei capire come mai l’ha progettata un ingegnere. Secondo me, stando alla normativa, quel progetto andava affidato a un architetto per competenza. Forse un architetto avrebbe fatto peggio, noi non lo possiamo sapere. E proprio per questo ribadisco che se ci fosse stato un concorso di progettazione come accade in tutta Europa l’amministrazione avrebbe potuto scegliere su più proposte. La stessa cosa vale per la fontana di Tondo Gioeni e vale per tante altre cose”.

Cosa può fare l’amministrazione Pogliese adesso?

“Io spero che questa nuova amministrazione, considerato tutto quello che è stato fatto dalla precedente, assuma un altro atteggiamento per fare cose di qualità. E solo i concorsi permettono la qualità attraverso la possibilità di scelta”.

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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