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Una fossa comune sarebbe più dignitosa del Cimitero di Aci Castello

"Lasciate ogni speranza, o voi che entrate"

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate

(Divina Commedia, Canto Terzo. Dante Alighieri)

Una fossa comune sarebbe più dignitosa del Cimitero di Aci Castello

C’è solo morte. Il Camposanto castellese è letteralmente inacessibile e impraticabile così, se dipendesse dalla giornalista che scrive, sarebbe subito chiuso al pubblico.

Cammino tra i viali e presto vengo fermata da uno dei custodi: “Qui non si possono fare foto, ci vuole il permesso solo e direttamente del sindaco”. E non sembra impossibile crederlo giacché le vergogne vanno taciute.

Intere aree: colombaie, sepolture a terra, cappelle sono interdette con il nastro segnaletico

In un corridoio all’aperto definito appunto “colombaia”, su cui si affacciano due file da quattro loculi, al di sopra è stesa una lunga rete verde per prevenire il rischio caduta calcinacci. La rete in alcuni punti è tanto tesa da sembrare davvero precaria come “protezione”. Perciò, al cimitero di Aci Castello viene decretato che a marcire non siano solo i poveri corpi dei cadaveri. I muri sono pericolanti, la terra è smossa, le aree destinate al passaggio a piedi sono ricchi di ostacoli con il manto a terra rialzato.

Rischio caduta lapidi

Suona ironico quel cartello affisso che letteralmente recita “Area recintata. Non oltrepassare causa pericolo lapidi”. Ironico sì, ma rivelatore che lo stato in cui versa il cimitero dipende da vile ignavia. Ci sono nodi che obiettivamente sono di difficile risoluzione, come la storica mancanza di posti ed il vincolo dovuto alle condizioni idrogeologiche del terreno. Siamo alla base della collina franosa di Vampolieri, per cui è impossibile costruire. L’incuria invece che caratterizza il Camposanto è indipendente da questi fattori. Se infatti vi è il pericolo di caduta lapidi, certo non necessita un permesso speciale del Genio Civile per fissarle, così come non sono necessarie sedute e approvazioni da parte dell’intero consiglio comunale.

Il cedimento del muro di recinzione

Il muro di recinzione ha ceduto, al suo posto ci sono file di transenne pericolanti che affacciano su un vivaio. Così le tombe fanno capolino su ornamentali palme caraibiche. Visto da giù, è tanto inverosimile da sembrare la scenografia della casa dei fantasmi di Disneyland. Sorvoliamo sulla pericolosità che può rappresentare per l’utenza che viene a fare visita ai propri cari. Tanto più che tutto il cimitero è un vero e proprio percorso ad ostacoli. In definitiva la filosofia del camposanto potrebbe essere proprio quella di ammazzare chi resta vivo, ma ricordiamo che non c’è posto. Sorvoliamo ancora su quando piove: non vogliamo proprio immaginare cosa accade in un cimitero in macerie su un terreno franoso e collinare. Dove va a finire l’acqua che dall’alto va verso giù attraversando tutto quello che capita in quel cimitero?

Quindici giorni al massimo e sarà il giorno dei morti pure ad Aci Castello.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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