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Una città per la Costituzione: parla la coordinatrice del progetto

«La Costituzione dev’essere studiata in maniera efficace» scandisce Maria Pia Fiumara, insegnante di italiano e coordinatrice del progetto Una Città per la Costituzione, che il 17 e 18 ha vissuto due intense giornate fra dibattiti e spettacoli teatrali nell’aula magna dell’Istituto tecnico per geometri di Riposto, dove insegna, e in quella dell’Istituto industriale di Giarre. Due giornate che hanno coinvolto gli studenti di cinque diverse scuole statali dei due comuni, intorno a uno spettacolo teatrale sul consumismo sfrenato e a incontri con esponenti del Movimento No Muos Sicilia.

Professoressa Fiumara, perché un’iniziativa nelle scuole intitolata Una Città per la Costituzione?

«La polis, la città si deve riappropriare del suo modo di fare cultura, di fare politica, che è l’arte di cambiare il mondo. E da dove cominciare a cambiare il mondo, se non dalla scuola? Dico sempre che, oltre agli studenti, soprattutto noi adulti dovremmo dare dare dare una ripassatina agli articoli della Costituzione.»

Voi ne avete scelti tre, che riguardano la difesa dell’ambiente, della salute e della Patria. Se per i primi due è facile capire il perché, lo è meno il terzo: che c’entra la difesa della Patria, visto che è storicamente è associata agli aspetti militari, alla leva militare obbligatoria?

«Proprio per questo, perché vogliamo riappropriarci del concetto di Patria, quella Patria per la quali hanno sacrificato la propria vita per consegnarci un’Italia libera e democratica. Mi riferisco ai nostri patrioti del Risorgimento e a quelli della Resistenza al nazifascismo. A partire da quei valori, vogliamo riappropriarci di un concetto di Patria non militare ma civile, che parta dalla scuola, riappropriandoci della Costituzione prima che venga modificata. E vogliamo farlo con iniziative artistiche, teatrali, con incontri come quello di questi giorni col Movimento No Muos.»

Ecco: perché il Muos in questo contesto?

«Perché la vicenda del Muos non riguarda solo gli abitanti di Niscemi, ma tutti noi, giovani e adulti, perché è un’installazione militare pericolosa e aumenta il rischio che la Sicilia possa essere ancora di più bersaglio militare. E noi siciliani questo non lo vogliamo. Poi perché è giusto che si sappia, si capisca che l’inquinamento elettromagnetico fa male e non soltanto in riferimento al Muos, ma a tutto ciò che infesta i nostri paesi, i quartieri, pieni antenne, elettrodotti. Noi vogliamo vederci chiaro, vogliamo una mappatura di tutto quello che c’è nei paesi dell’hinterland jonico etneo e per tale motivo stiamo lanciando una petizione rivolta ai sindaci e agli amministratori dei comuni della zona affinché siano convocati dei consigli comunali straordinari sul tema dell’elettromagnetismo, invitando tutte le parti interessate: dagli americani di Sigonella a Legambiente, dagli amministratori delle aziende elettriche e telefoniche ad esperti indipendenti. È ora di dire basta e la scuola non può girare la testa dall’altro lato.»

L’ultima domanda: perché Una Città per la Costituzione è dedicata a Giambattista Scidà, lo storico ex presidente del Tribunale per i minori di Catania, morto tre anni fa?

«Perché era un uomo e un magistrato dalla schiena dritta, e per tale motivo ha pagato con l’isolamento. Noi vogliamo ricordarlo perché l’umanità con cui gli abbiamo visto seguire i problemi dei minori, quell’umanità non l’abbiamo vista da nessun’altra parte: i fenomeni di criminalità minorile prima che come questione penale li ha sempre analizzati e trattati come fenomeni sociali. E le sue denunce in merito sono sempre state forti: Scidà non era un magistrato che le cose le mandava a dire, ma le scriveva nero su bianco e le diceva pubblicamente; un uomo e un magistrato onesto che aveva a cuore i giovani.»

 

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Redazione

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