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Un villaggio per le donne vittime di violenza

Donne provenienti da esperienze e formazione diversa insieme per un progetto: il contrasto al crescente fenomeno della violenza di genere e del suo drammatico epilogo, il femminicidio, attraverso la realizzazione di un villagio sociale, il villaggio ShamOfficine, che ospiterà al suo interno una fattoria sociale prevedendo quindi anche spazi per l’ortoterapia (metodo riabilitativo consistente nella cura e nella gestione del verde, nella coltivazione di fiori, ortaggi ed altre piante), l’ippoterapia (terapia realizzata con i cavalli), l’onoterapia (terapia che prevede l’utilizzo di asini) e in più delle officine di lavoro quali un forno in pietra per produrre il pane alla maniera antica e quella della ceramica. «Ci sarà inoltre un caseificio, un’officina gastronomica – spiega Amalia Zampaglione, una delle promotrici del “Coordinamento Contro la Violenza e Contro il Femminicidio ShamOfficine” – e più in là se ce ne saranno le forze anche un edificio per il turismo sociale».

Strutture che ospiteranno donne vittime di violenza, non solo fisica, o che vivono comunque in situazioni di forte disagio per dar loro un’occasione di rinascita. Shamo, da cui l’associazione prende il nome, significa infatti «rinnovo della vita» ed è il nome di quella che viene considerata la più antica festa del mondo, una festa che celebra la rinascita, la fioritura, l’inizio di una nuova stagione del raccolto.

Un progetto nato in Sicilia – tra Catania (la sede del coordinamento è infatti a Gravina di Catania), Palermo e Messina – che punta però a conquistare l’Italia. Presentato al Centro Zo di Catania lo scorso otto dicembre, il progetto delle Sham Officine sbarca ora, infatti, nella capitale con un incontro presso la Casa Internazionale delle Donne che ha avuto luogo il 31 gennaio scorso e mira alla realizzazione di villaggi in tre aree del paese (la Sicilia per il sud, Roma per il centro e il Veneto per il nord) oltre che di sempre maggiori reti di collaborazioni sui territori.

Officine di rinascita che si configurano – come ha illustrato l’architetta Danila Battaglia – come luoghi di accoglienza, lavoro e rinascita. Oltre ad un punto di informazione e accoglienza vi saranno inoltre ambulatori, alloggi, spazi comuni (blocco cambusa) per riunirsi e mangiare insieme, luoghi per le varie terapie (pet therapy, ortoterapia, onoterapia, ecc). Luoghi in cui ritrovare serenità e costruire la propria rinascita accompagnate da persone competenti che sappiano – come sottolineato dalla psicoterapeuta Rosalba Bottino della Cooperativa “Futuro Prossimo” – intervenire non sono sulla zona rossa a violenza già avvenuta ma anche e soprattutto nella cosiddetta zona grigia, operando cioè sulla prevenzione già ai primi segnali di pericolo. A tale fine la formazione diventa uno strumento indispensabile e insostituibile.

Tante le occasioni di incontro, scambio, dibattito e (in)formazione che l’associazione ha intenzione di mettere in campo. Così come le partnership e le collaborazioni con associazioni e gruppi. Fra tutte, Amnesty International – Circoscrizione Siciliana rappresentata da Antonietta Petrosino responsabile della sezione di Catania secondo la quale è indispensabile mettere in campo iniziative volte alla tutela dei diritti umani e alla raccolta di fondi per il sostegno alle donne in difficoltà ma anche e soprattutto per richiedere alle istituzioni una mofica reale delle norme e della legislazione in materia.

Il legame con le scuole e le università diventa quindi indispensabile. Se dal canto suo Amnesty propone incontri e dibattiti oltre che aver istituito uno sportello di informazione e consulenza sulle tematiche legate ai diritti umani e rivolto sopratutto a donne e bambini nel comune di Giarre, anche l’associazione spende le sue forze in questa direzione con la collaborazione con l’Università di Catania ed in particolare la professoressa Graziella Priulla, ma anche con il Conservatorio di Catania e il maestro Antonello Torrisi che usando il linguaggio globale della musica realizzeranno diverse serate e eventi in favore del progetto ShamOfficine. Attiva e vivace anche la collaborazione con gli studenti del liceo Vaccarini di Catania che nell’ambito di un progetto di educazione alla relazione e all’affettività hanno prodotto guidati dalla professoressa Pina Arena un cortometragio dal titolo “Love to Live” contro il femminicidio e in memoria di Stefania Noce. Altri cortometraggi saranno realizzati dai ragazzi sia sulle tematiche di genere sia sulla storia delle donne che hanno fatto grande la storia del proprio paese e della propria regione. Storie che saranno inoltre raccolte in pubblicazioni cartacee curate dalle varie istituzioni universitarie. Lo stesso comune di Catania, condividendo gli obiettivi che ShamOfficine si prefigge, sta intraprendendo azioni di sostegno e di solidarietà. Il comune di Messina ha invece concesso il patrocinio all’iniziativa.

Tra le collaborazioni messe in campo c’è anche – ricorda la tesoriera dell’associazione, Dolores Dessì – quella con il C.I.R.S. – Comitato Italiano Reinserimento Sociale e con l’università di Messina, nella quale annualmente si svolge il corso della professoressa Maria Antonella Cocchiara, “Donne, politica e istituzioni” realizzato dal dipartimento degli studi Europei e Mediterranei dell’ateneo peloritano, dal Comitato per le Pari Opportunità dello stesso ateneo, con il supporto del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche l’informazione scende in campo con l’intervento di Graziella Proto, direttore di “Casablanca” e il sostegno dell’Associazione Antimafie “Rita Atria”.

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Redazione

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