fbpx
CronacheNewsNews in evidenza

Un referendum psichiatrico

C’è più psichiatria che politica in questa campagna referendaria. Un clima di paranoia collettiva, di tutti contro tutti. Sembra la Jugoslavia dopo Tito o il Vietnam. Una guerra civile che si combatte nei social, tra le offensive dei guru americani, i marines del Sì, e la guerriglia dei Vietcong del No. Anch’io qualche volta partecipo a questa “guerrilla” social in qualità di Vietcong del No e ho imparato a conoscere i miei avversari.

Ho contato almeno sette categorie di sostenitori del Si: i garbati, i dogmatici, gli Hashtaggari, i debunker, i confusocial, i fanatici, gli apocalittici..

I garbati sono i più insidiosi: appaiono distaccati, al limite del neutrale, dialettici, non fanno prigionieri. Messi alle strette, possono ricorrere ad un’arma retorica devastante, la cosiddetta “avversativa di Renzi” e cioè frasi del tipo: “Non è sinistra quella che non vuole cambiare ma destra”.

I dogmatici sono strutturati politicamente, qualche volta hanno una storia, quasi sempre nella destra migliorista del Pci. Tanti piccoli Napolitano in sedicesimo. Quasi sempre pensionati benestanti. Sono gli unici che credono sinceramente nella bontà della riforma, ne apprezzano il taglio decisionista e oligarchico. Pensano che Renzi sia Stalin e Bersani Lev Trockij. E tutto intorno l’imperialismo populista da abbattere con l’Armata Renziana.

Gli Hashtaggari sono noiosi. Ti rispondono a monosillabi. Sembrano sempre stanchi, sempre alla ricerca di un nuovo hashtag con cui impressionare gli altri Hashtaggari. Sono innocui, non li legge nessuno.

I Debunker richiedono metodo e concentrazione. Ad ogni obiezione sulla riforma oppongono un comma e paralizzano l’avversario. Per loro è tutto un problema tecnico. Ti smontano le virgole. Affrontarli solo se si ha molto tempo a disposizione e se si maneggia bene la materia costituzionale.conf

I confusocial sono gli esemplari più diffusi. Sono armati di slogan sconnessi e nonsense. Della riforma non hanno capito niente ma vogliono spiegartela lo stesso. Li riconosci perché alternano maiuscole e minuscole a seconda dell’importanza che danno al concetto. E se provi a reagire ti stendono con un “Voti come Casapound!”. Normalmente mettono mi piace ai loro stessi commenti. Da evitare.

I fanatici del Sì sono una razza strana. Non sembrano nemmeno umani. Lanciano maledizioni del tipo “possa venirti la diarrea per un anno” (mi è capitato) oppure se ti va bene ti insultano: “Demente!”. Con loro è inutile qualsiasi tentativo di dialogo. Sono una specie di setta. Per loro il referendum è questione di vita o di morte: purché non sia la loro né quella di Renzi. Normalmente sui social procedono a branchi e quindi occhio: se vi imbattete in questo esemplare datevela a gambe.

Gli apocalittici sono i più tristi. Cominci con la discussione sulla riforma e finisci alla terra che verrà inghiottita dal scre
buco nero se il 4 dicembre vince il no: nel loro vocabolario abbondano termini quali: rovina, disastro, Brexit. L’intento è quasi sempre terroristico ma i risultati quasi sempre comici.

Esistono altre sottocategorie tra cui quella della sostenitrice del Sì che ho beccato ieri sera. Una razzista che mi ha detto che io e quelli del sud non dovremmo votare aggiungendo che viviamo in un porcaio. Non darei nemmeno un nome a questa categoria. Non lo merita.

Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button