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Un progetto sartoriale che non lascia spazio agli eccessi

Ristrutturare una casa che ad un occhio poco attento risulta già abitabile.

Ristrutturare un immobile è sempre una sfida. In particolare questa villetta a schiera, costituita da 2 livelli fuori terra ed un piano seminterrato, costruita non molti anni or-sono, è stata l’occasione per dare valore ad un immobile dalle molteplici potenzialità del tutto ignorate. Ad un occhio poco attento, infatti, la casa poteva risultare già abitabile.

La distribuzione degli spazi interni è stata completamente stravolta per creare degli ambienti confacenti alle esigenze della committenza. La coppia, amante dello sport, dei viaggi e della “cuisine” ad alti livelli, desiderava una casa con una grande cucina e molto spazio contenitivo per la zona giorno, nonché uno spazio di totale relax per la zona notte.

Nasce così un progetto giocato tutto sulla luminosità del bianco ed il calore del legno rovere naturale, dove tutti gli altri materiali utilizzati concorrono a creare equilibrio; un progetto sartoriale che non lascia spazio agli eccessi.

La creazione di pieni e vuoti, ove i pieni sono gli arredi disegnati su misura, genera gli spazi interni. È il caso del monolite in rovere posto accanto alla porta d’ingresso, il quale non solo cela al suo interno il guardaroba/ospiti ma diviene elemento separatore tra la zona di rappresentanza e quella di servizio. Subito dopo di esso un vuoto (il collegamento tra i due ambienti) per trovare ancora dopo un altro pieno ed infine, l’ultimo blocco il semivuoto del bancone cucina, che collega visivamente i due ambienti.

Al piano non poteva mancare un bagno/ospiti piccolo ma di grande effetto.

La zona notte, progettata sempre come una suite d’hotel, diviene l’ambiente più intimo e raccolto di tutta la casa; con la precisa richiesta di una vasca da bagno, emblema per eccellenza del relax!

Photo credits: Solaria Sclafani – www.solariasclafani.it

 

  

  

 

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Solaria Sclafani

Si laurea in architettura nel 2004. Lo stesso anno inizia a collaborare nello studio del padre, dove si confronta con progetti di restauro e rifunzionalizzazione. Con lui progetta alcuni tra i più importanti hotels e spa della sicilia orientale. Nel 2010 consegue un master in interior design presso lo ied. Durante quel periodo progetta case nella campagna toscana ed alcuni attici a Roma. Inizia così un percorso progettuale che la porterà ad una spazialità pura ed essenziale con una forte interazione visiva con il paesaggio circostante; razionale e riconoscibile fonda le sue radici nella preesistenza senza formalismi e mimetismi. Un linguaggio pulito ed ordinato caratterizzato dal rigore formale e cromatico, dall'assenza di elementi puramente decorativi, e dall'utilizzo di materiali naturali.

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