fbpx
CronachePrimo Piano

Un gigante del mare minaccia il porto di Augusta. L’Assoporto si ribella

È la nave FIRENZE FPSO utilizzata per la produzione petrolifera offshore destinata a diventare relitto al porto di Augusta

Una nave gigantesca attende di entrare al porto di Augusta per diventare relitto in attesa della dismissione

Lunga 268 metri e larga 42 è vecchia e mal ridotta. La FIRENZE FPSO era una nave utilizzata per la produzione petrolifera offshore ed effettua estrazione di petrolio a circa 900 metri di profondità. Fino a 5 mesi fa era a servizio del giacimento Aquila nel mare Adriatico, davanti alle coste pugliesi nelle acque antistanti Brindisi. La Eni ha deciso di porla in pensione e da allora è cominciato il suo girovagare per i porti italiani. Nessuna la vuola ospitare. Pare sia stata già rifiutata dal porto di Genova e da giorni staziona davanti le acque del porto di Augusta in attesa del via libera per poter entrare.

L’Assoporto si è opposta all’ingresso della nave

La nave attende l’autorizzazione per essere posteggiata al porto megarese. Ambigua la posizione dell’Autorità Portuale retta da Andrea Annunziata. Ad opporsi vi è sicuramente l’Assoporto di Augusta «In Italia si è sparsa la voce che il porto di Augusta accoglie tutte le navi che gli altri non vogliono. Arrivano con la scusa di fare dei lavori che poi non si fanno e restano relitti. Così ci troviamo parte del porto occupato da queste navi fantasma» A parlare è Marina Noè presidente dell’Assoporto di Augusta che già ieri ha scritto alla capitaneria di porto per chiedere che sia negato qualsiasi tipo di ingresso alla nave, anche quello temporaneo.

«Non so cosa decideranno le autorità. È una nave che toglie spazi operativi e che non è certo vettore di economia. Se dovesse essere posteggiata nella zona del porto commerciale ci sarebbe un blocco delle banchine operative in cambio di un relitto» dichiara ancora la Noè.

Gli altri relitti

Come ricorda la Presidente di Assoporto ci sono già altri relitti al porto di Augusta, una consuetudine dunque quella di venire ad abbandonare nel megarese “vecchi mostri marini” che nessuno vuole più. Si contano già 6 navi fantasma, tra questi il traghetto Aeolos Kenteris e la nave mercantile Oruc Reis che ha ancora a bordo un carico di alluminio e rottami di ferro per un valore complessivo stimato in circa dieci milioni di euro.

Il porto di Augusta sta diventando un cimitero per le navi ma bisogna considerare che esse oltre a intralciare l’economia occupando spazi enormi con le loro grosse stazze si rivelano essere anche un pericolo nel lungo periodo. Si pensi ad una nave come la Firenze della Eni che andrebbe bonificata, dopo aver lavorato con il petrolio. I fattori inquinanti non vanno trascurati. Augusta trattata come la cloaca dei porti italiani.

Mostra di più

Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button