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Un DPCM che divide i governatori. Musumeci: “Vogliamo misure omogenee per tutto il territorio nazionale”

La stesura del nuovo DPCM divide i presidenti delle Regioni italiane tra chi, come il milanese Attilio Fontana rivendica una chiusura totale e chi come il veneto Luca Zaia è contrario. In mezzo Vincenzo De Luca, Michele Emiliano e Nello Musumeci che optano per una decisione  condivisa a livello nazionale.
Così il Capo di Stato ieri ha tenuto una videoconferenza con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e il suo vice, Giovanni Toti.  Sergio Mattarella prosegue nel suo intento di favorire un clima di collaborazione tra i governatori invitando ad allontanarsi da “egoismi”.  La situazione è delicata, e arrivare ad un accordo che favorisca ristori adeguati con norme che per quanto restrittive non penalizzino alcuna Regione è la priorità.

“Il Presidente è l’unica voce da seguire”

«Ancora una volta -dichiara Nello Musumeci– il richiamo del presidente della Repubblica costituisce l’unica voce da seguire per superare steccati geografici e ideologici. Il confronto di oggi con il governo nazionale conferma la necessità di mantenere saldo il principio della leale collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella gestione della crisi».
«In particolare abbiamo ribadito l’opportunità di poter valutare preventivamente il testo del nuovo Dpcm per comprendere meglio quali oneri saranno a carico delle Regioni. Siamo in linea con il criterio generale che vede l’adozione di misure omogenee per l’intero territorio nazionale. Ma occorre -commenta il governatore- comprendere da subito come aggiornare e rendere più evidenti i parametri per le chiusure localizzate e i margini di manovra che eventualmente verranno assegnati alle Regioni. Su questo la Sicilia ha fornito il proprio contributo di idee che mi auguro possa essere valutato positivamente».
«Se infatti, come leggo da alcune indiscrezioni di stampa, spetterà alla Regione Siciliana adottare misure contenitive, sarà fondamentale costruire un filtro di condivisione dei livelli di emergenza con i ministri della Salute, dell’Economia e dell’Interno. Servono precise garanzie a sostegno dei territori in lockdown. Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte per vincere la partita più difficile che la storia recente ha assegnato alla classe dirigente della Nazione», conclude Musumeci.
E.G.
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Redazione

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