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Naufragio, convalidato il fermo per i presunti scafisti

Iniziato oggi il primo degli incidenti probatori disposti dal gip di Catania, Rosa Alba Recupido, nell’ambito dell’inchiesta della procura sul naufragio di un barcone al largo della Libia durante il quale sono morti oltre 800 migranti.

In aula sono presenti anche i due presunti scafisti. È stato chiesto dalla procura per sentire, tra i sopravvissuti, i testimoni che accusano un tunisino e un siriano di essere rispettivamente il comandante e un componente dell’equipaggio del peschereccio. Sempre oggi, al porto di Catania stanno sbarcando 84 migranti salvati dalla nave Fiorillo della Guardia Costiera.

Il Gip, Rosa Alba Recupido, ha infine convalidato il fermo dei due presunti scafisti: Mohammed Alì Malek e Ahmud Bikhit. Il primo, il comandante, è accusato di omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione Durante gli interrogatori, è emersa la presenza di altri due uomini, probabilmente somali. Il compito dei due uomini era di controllare i vari livelli del peschereccio per mantenere la calma tra i migranti. E’ quasi sicuro, però, che i due non sono tra i superstiti del tragico naufragio. A controllare che però andasse tutto secondo quanto stabilito, Mohammed Alì Malek, il comandante munito di pistola e bastone e dalla mano pesante in qualsiasi momento.

Di nazionalità libica, invece, gli intermediari del viaggio che avrebbero intascato tra i 500 e i mille dinari. Così come libica sarebbe stata una nuova figura: Jafar o il gran direttore. Probabilmente, la mente dell’operazione.

Un viaggio orribile e al di là di ogni immaginazione quello raccontato dai testimoni ascoltati. Prima, segregati all’interno di una fattoria in attesa di potersi muovere verso le coste, poi a gruppi di 100 fino alla spiaggia da cui sarebbero partiti ed infine un lunghissimo viaggio che li avrebbe portati alla morte. Non solo per il naufragio, ma per la possibilità di morire di stenti. Secondo i racconti, infatti, ai migranti era dato solo pane e acqua da condividere con i compagni di sventura.

Data la complessità del caso, il procuratore Salvi ha aggiunto che gli interrogatori potrebbero continuare anche la settimana prossima, quando verranno sentiti altri testimoni.

 

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Redazione

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