fbpx
CronachePrimo Piano

Ubriaco tenta di strangolare il figlio minorenne

Ha vessato e picchiato il figlio fino a tentare di strangolarlo. È accaduto a Riposto dove i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato R.M. di 43 anni con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentato omicidio.

Le indagini, hanno evidenziato come l’aggressore, già destinatario il 14 gennaio scorso di un avviso di conclusione indagini emesso in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia, commesso in danno della madre e del fratello fino al 9 settembre dello scorso anno, e del reato di lesioni aggravate commesso in danno della sola madre il 27 giugno dello scorso anno, abbia replicato la condotta vessatoria anche nei confronti del figlio di 17 anni.

I carabinieri hanno scoperto l’intollerabile gesto a seguito di una segnalazione urgente dei servizi sociali del comune di Riposto con la quale si comunicava che era in atto il trasferimento del minore in una struttura idonea. Il motivo di tale richiesta scaturisce dal tentativo di soffocamento subito da quest’ultimo nella notte tra il 12 ed il 13 gennaio ad opera del padre ubriaco.

Il “no” per la sigaretta e il tentativo di strangolamento

Il minore, il successivo 14 gennaio, fu accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Acireale dove i medici gli riscontrarono un edema alla regione cervicale sinistra.

In quell’occasione il minore, ascoltato dal medico di turno del pronto soccorso poi affiancato dall’assistente sociale, dichiarò l’aggressione dal genitore intorno alle 02:00 del 13 gennaio. Il padre lo aveva svegliato pretendendo che il figlio gli facesse una sigaretta. Al rifiuto del 17enne, il genitore gli cinse le mani intorno al collo nel tentativo di
strangolarlo. Alla sua richiesta di aiuto rispose la zia paterna, che vive nella stessa casa. Grazie al suo intervento. ol ragazzo riuscì a divincolarsi e fuggire.

Il giovane, dopo aver raccontato di un’altra aggressione più recente, ha così commentato l’accaduto: «Mai era stato così…pesante…stavolta sembrava che mi volesse ammazzare».

Le minacce alla zia

Circostanze confermate ai carabinieri dalla zia del ragazzo che, anzi, aggiungeva che quella notte l’odierno indagato avesse preteso dal figlio oltre alla preparazione della sigaretta anche che lo stesso gli portasse a letto il “pappagallo” (oggetto niente affatto giustificato da uno stato clinico dell’uomo); di aver, poco dopo, udito il nipote chiedere aiuto e di essersi quindi alzata per raggiugerlo; che, giunta nel salotto vide il fratello di spalle intento ad aggredire il ragazzo e di aver spinto con forza il fratello consentendo al nipote di liberarsi dalla morsa; di aver portato il nipote a
dormire con lei mentre il fratello le proferiva contro epiteti irripetibili e la seguente minaccia: «te lo sei coricato con te? Difendilo. Poi domani te lo faccio vedere io».

L’indagato, venuto a sapere che il figlio stava lasciando l’abitazione, commentò con una frase volgare facendo
intuire che non gliene fregava niente.

Il ragazzo era vittima del padre che a causa del suo stato di ubriaco cronico lo vessava continuamente a qualunque ora del giorno e della notte e, a fronte di un eventuale rifiuto o anche soltanto di un tentennamento, lo aggrediva, in alcuni casi inseguendolo all’interno delle mura domestiche, chiudendolo furi di casa, nonché – verbalmente – insultandolo e disprezzandolo.

La perfetta sinergia tra servizi sociali, carabinieri e Autorità Giudiziaria, ha consentito che si producesse un quadro probatorio a carico dell’indagato che, recepito in toto dal giudice, ne ha consentito l’arresto e la reclusione nel carcere di Catania Piazza Lanza.

E.G.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button