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‘U Sceriffu, il passo è breve dalla vara agatina alle estorsioni

‘U Sceriffu, fotografato sotto la vara di Sant’Agata, è tornato in carcere

È tornato in carcerce all’alba di ieri Francesco Ragusa detto Franco ‘U Sceriffu. Il suo curriculum è di tutto rispetto nel mondo della criminalità organizzata. Ragusa in passato è già stato condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso. Il pregiudicaro era affiliato alla cosca dei Cursoti Milanesi.

Il 9 marzo 2013 tentarono di ucciderlo in via Plebiscito. Ragusa fu ferito e raccontò una versione diversa dei fatti. Giunto in ospedale disse di essere stato avvicinato da ignoti a bordo di uno scooter. In realtà si trovava all’interno di un ufficio per il disbrigo pratiche. Il malavitoso aveva appuntamento con Giovanni Pantellaro per un chiarimento. Si verifica la sparatoria e nel 2015 Pantellaro è arrestato.

Lo scorso febbraio Francesco Ragusa segue da molto vicino la processione del giro esterno di Sant’Agata. Intorno alle 18.00 del 5 febbraio, insieme al figlio, prende posto al di sotto del fercolo agatino. Ragusa compare in foto appoggiato al baiardo anteriore della vara.

L’Urlo pubblica in esclusiva l’immagine che ritrae l’uomo in quella posizione strategica denunciandone la perdurante presenza. Da lì Franco ‘U Sceriffu può testimoniare al popolo catanese il suo potere. Si tratta di una suggestione che tradizionalmente i malavitosi amano palesare. Ragusa sceglie non a caso il baiardo anteriore che, nel gergo dei devoti, è detto “a facci i Sant’Agata” (la faccia di Sant’Agata). Solo l’anno prima il maestro del fercolo Claudio Consoli aveva rimosso il responsabile del baiardo anteriore. L’uomo è reo di aver permesso ad un altro pregiudicato, di minor fama rispetto a Ragusa, di partecipare alla processione. Consoli per questa edizione della festa non nomina un nuovo responsabile e decide lui di incaricarsi di controllare che nessun pregiudicato si accosti al fercolo.

Infiltrazioni mafiose nella festa di Sant’Agata?

Il grande neo delle celebrazioni agatine resta ancora la presenza delle cosche mafiose. Ieri mattina Francesco Ragusa è finito in carcere nell’ambito di una importante operazione antimafia. Risultando ancora tra gli affiliati di un clan.

(leggi la discoteca di Scardilli controllata dalla mafia)

‘U Sceriffu fa capo ai Santapaola – Ercolano – gruppo di “San Cocimo”. E non è un caso che si tratti del gruppo “San Cocimo” che da sempre risulta attivo e radicato al centro storico di Catania, nella zona cittadina compresa tra piazza Machiavelli ed il Castello Ursino. Un’area dove appunto può risultare ancora più importante farsi vedere accanto alla Santa patrona di Catania in occasione delle festività. Insomma, un segnale ed una attività che ancora una volta serve per esercitare controllo sul territorio.

Dall’operazione di stamane risulta che il clan, attraverso l’imposizione di propri uomini nella security della discoteca Vecchia Dogana, poteva controllare il territorio. analogamente accade allorchè Ragusa segue, dal tramonto del 5 febbraio e fin dopo l’alba del 6, la processione di Sant’Agata in quella posizione ravvicinata. Una postazione da dove può essere visto da tutti devoti e capovara compreso.

U’ Sceriffu, nell’ambito dell’operazione odierna, è accusato di estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegale di armi e reati in materia di stupefacenti.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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