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’U Sangeli, il vero cibo da strada catanese a rischio estinzione

L’antichissimo mestiere del venditore di “sangeli”

Solo in cinque a Catania preparano ancora e vendono al pubblico il “sangeli” – in italiano sanguinaccio. Sotto gli storici Archi della Marina vi è l’ambulante più noto che oltre a vendere questa prelibatezza tutta catanese offre un ampio ventaglio, tra cui scegliere, di interiora di vitello.

Gli altri venditori di sangeli sono distribuiti tra piazza Marconi, a Nesima, e al quartiere San Cristoforo.
L’unica certezza che abbiamo sul sanguinaccio, è che questa tradizione completamente catanese, è il risultato di un mix di culture anticamente transitate in Sicilia. La preparazione della pietanza viene tramandata di padre in figlio.

Cibo da strada per eccellenza il Sangeli a Catania è un food truck – chiosco furgone –  con una pedana in pellet, il rotolone di carta scottex sul bancone e la bossibilità di servirsi in loco. Dentro a’ quarara – in dialetto siculo il pentolone – a bollire ci sono: le frattaglie di trippa consistenti in: fegato e rognone, animelle e lingua; la lingua del cavallo; u’ quagghiaru ovvero il famoso abomaso con cui in Toscana si prepara il lampredotto; la “cento pelle” cioè il foiolo; e soprattutto il sanguinaccio o “u Sangeli”. 

“U sangeli” e la sua lavorazione 

‘U sangeli, non è altro che il budello del maiale. Il sangue al suo interno viene fatto cuocere immerso nell’acqua, con l’aggiunta di sale e qualche spezia. Una volta cotto, il budello presenta l’aspetto di un grosso salame dal colore biancastro. Tagliato in piccole e rotonde porzioni, viene servito caldo e senza alcun condimento sopra. Rigorosamente genuino, così com’è.  

Sangeli come “patatine fritte”?

A casa si come si possono condire le pietanze? 

“Possono prepararlo come vogliono. Del salmoriglio in alcuni casi è perfetto. Alcuni accompagnano il sangele con il pane. Non c’è una regola precisa. Diciamo che se si condisce troppo, si perde il sapore originale. La cosa che mi stranizza di più invece, dopo 25 anni che faccio questo lavoro, è vedere come certi bambini piccoli, riescono a mangiare il sanguinaccio con piacere e gusto. Quasi come se mangiassero una porzione di patatine fritte”.

Il sangele viene venduto in un particolare periodo dell’anno o lo si può trovare sempre? 

“Si tratta di piatti molto caldi che vanno consumati caldi, è più piacevole sicuramente mangiarli in inverno. In estate, è chiaro, che allentiamo i ritmi. Però non spariamo completamente.” 

Ricorda il momento in cui hai assaporato per la prima volta “u sangeli”?

“Certo, ero piccolo e mi è piaciuto da subito.” 

E pensare che una delle tradizioni più antiche e forti della città di Catania, sembra sia giunta ormai agli sgoccioli di un’epoca che fu e che non tornerà mai più. E di questo, ne siamo davvero rammaricati.

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