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Tutti possiamo salvare una vita. Cosa fare in caso di emergenza

10850475_10205523282748034_1035981135_nSalvare la vita delle persone è il compito principale di ogni volontario; tuttavia anche noi possiamo trovarci nella condizione di dover e poter aiutare qualcuno. Purtroppo gli incidenti e le emergenze sono all’ordine del giorno, meglio essere consapevoli e preparati senza farci cogliere dal panico. Michele Liccardo, volontario e capo monitore, ci racconta il lavoro della Croce Rossa e ci spiega i principali comportamenti da adottare in caso di bisogno sottolineando quanto sia importante frequentare un corso di primo soccorso per essere tutti degli ottimi cittadini responsabili.

 

Come si forma un volontario della Croce Rossa e di cosa si occupa?

«Vi ringrazio prima di tutto per avermi contattato. Mi occupo da diversi anni della formazione nei corsi della Croce Rossa di Caltanissetta e vi illustro le opportunità didattiche che sono alla base delle diverse attività svolte dalla CRI sul territorio nazionale. Il Volontario CRI viene introdotto nell’associazione con un corso di accesso base che ha il mero scopo di illustrare le aree operative nelle quali siamo attivi. Successivamente, qualora scelga un percorso sanitario, frequenta un corso denominato TSSA (Trasporto Sanitario e Soccorso in Ambulanza) che al termine abilita alla qualifica di soccorritore nazionale e reso idoneo al soccorso nelle emergenze extraospedaliere. Tuttavia si può optare per un percorso diverso rivolto alle emergenze di protezione civile, con un percorso formativo strutturato su protocolli e linee guida costantemente aggiornati.»

Quali sono le figure principali nell’organizzazione di primo soccorso?

«Nel primo soccorso si fa riferimento alla cosiddetta “catena della sopravvivenza“, nella quale il protagonista è il soccorritore laico (una persona testimone dell’evento) che da’ l’allarme, allerta il servizio di emergenza sanitaria 118 e da’ inizio a tutta una serie di manovre che garantiscono al soggetto infortunato di non peggiorare le sue condizioni, anche attraverso l’evitare che persone inesperte, mosse dall’istinto di soccorrere, peggiorino in modo fatale la situazione.»

Quali sono gli interventi di primo soccorso più effettuati?

«Le statistiche ci informano che gli eventi di natura traumatica sono il principale evento nel quale i primi soccorritori sono sia testimoni, sia i soggetti che per primi danno inizio alla catena del soccorso. Seguono i malori di vario genere e negli ultimi anni si assiste ad una sempre più crescente frequenza di arresti cardiaci primari nell’adulto, dovuti essenzialmente a cause di anomalie al cuore e di arresto respiratorio da corpo estraneo nelle cause pediatriche.»

Indicazioni per il soccorritore. Quali sono le prime cose da fare e cosa invece evitare in caso di necessità?

«Nell’ambito del primo soccorso, la prima cosa da fare è valutare la dinamica della scena. La sicurezza personale per il soccorritore è primaria e fondamentale. Una volta stabilito se si può operare in sicurezza, si deve valutare lo stato di coscienza della persona semplicemente ponendosi vicino ad essa e chiamandola ad alta voce, evitando di strattonarla. Se non c’è una risposta verbale si deve chiamare o far chiamare subito il 118. Ogni altra manovra, se non si è capaci di praticarla non deve essere effettuata. La regola generale è “Meglio non fare che fare male“, che sintetizza il ruolo del primo soccorritore non qualificato.

Mai mettere un cuscino sotto la testa di un incosciente! Questa manovra è spesso la causa di soffocamento in quanto nell’incosciente la lingua cade all’indietro rilasciandosi e ostruisce le vie aree. Se la dinamica suggerisce un evento NON di natura traumatica e il soccorritore è capace, può praticare la PLS ( posizione laterale di sicurezza).»

Quali manovre possono salvare una vita?10841615_10205523283068042_1530736708_n

«Per salvare una vita il primo gesto da compiere, dopo avere valutato la sicurezza dello scenario, è dare subito l’allarme al 118, prima di praticare ogni manovra. Colgo l’occasione per segnalare che un corso di primo soccorso è un momento di miglioramento personale che rende edotti su quanto una persona possa imparare sul come saper fare concretamente delle manovre salvavita che in taluni casi fermano l’orologio del tempo e permettano a una persona le cui funzioni vitali sono compromesse di poter sopravvivere a un evento improvviso.»

Per un soccorso efficace, cosa è essenziale?

«L’efficacia del soccorso dipende essenzialmente dal ruolo del soccorritore, dal tempo in cui esso da avvio alla catena del soccorso.  Il saper individuare quali sono gli elementi di sospetto di un problema e saperli correttamente riferire all’operatore della centrale operativa del 118 è essenziale per garantire un tempestivo arrivo e l’utilizzo di presidi idonei a trasportare in condizioni stabili il paziente in ospedale.»

Come riconoscere i primi segni di un infarto e come agire tempestivamente?

«L’infarto del miocardio è la conseguenza di una ostruzione delle arterie coronarie che irrorano di sangue ossigenato il muscolo cardiaco. Tra i segni e sintomi in genere sono riferiti il classico dolore retro sternale particolarmente forte  e che non diminuisce nemmeno a riposo, la difficoltà a respirare del soggetto e il viso pallido intriso di goccioline di sudore. In questi casi non potendo un soccorritore fare diagnosi, deve immediatamente chiamare il 118, posizionare la persona in posizione semi seduta, slacciare ogni elemento costrittivo (cintura, camicia, cravatta) e monitorare la persona restando in costante collegamento con gli operatori della centrale. In questo senso la calma e il ragionamento giocano un ruolo importante, anche in virtù di non esasperare la situazione di paura del soggetto interessato.»

Come comportarsi in caso di emorragie?

«Il trattamento di una emorragia dipende dal vaso interessato dalle lesione. Suggeriamo sempre se possibile di tenere l’arto interessato se possibile più in alto rispetto al cuore ed effettuare subito una compressione locale con un fazzoletto e appoggiare sopra di esso un materiale assorbente a formare un sandwich. In attesa che arrivino i soccorsi organizzati, evitare di effettuare manovre della quali non si conoscono bene procedure.»

Cosa fare in caso di shock?

«Lo shock rappresenta una condizione nella quale per effetto di una aggressione acuta, l’organismo non riesce a garantire la normalità dei fattori della pressione del sangue, configurando una progressiva alterazione delle funzioni vitali fino alla morte. Non entrando nel dettaglio in quando distinto in diversi stadi e tipologie, suggeriamo di allertare sempre il 118 e se la dinamica della scena non suggerisce eventi neurologici o traumatici, si deve posizionare il soggetto in modalità antishock, sollevando di circa 30 gradi gli arti inferiori. Questo permette un maggior afflusso di sangue all’encefalo e mantiene per un certo periodo la situazione relativamente controllabile. Tuttavia qualunque sia la causa questa posizione è soltanto transitoria e soltanto in ambiente ospedaliero di può garantire la sicurezza del soggetto.»

In caso di fratture?

«Le fratture sono un evento tipicamente traumatico il cui soccorso deve essere effettuato solo da personale dotato di dispositivi sanitari. A seconda della loro tipologia possono accompagnarsi a eventi che peggiorano il quadro di intervento specie se l’infortunato viene soccorso in modo azzardato e frettoloso. Le regole generali sono: mai invitare il soggetto a muoversi, mai provare a riallineare una frattura specie se scomposta e soprattutto non trasportare direttamente il soggetto in ospedale. Quello che va fatto, specie se non si conoscono gli elementi del primo soccorso, è alleviare il dolore appoggiando dentro un panno del ghiaccio e coprire l’infortunato in attesa dei soccorsi qualificati. Soprattutto allontanare le persone che si improvvisano soccorritori senza avere ne presidi  e tantomeno la preparazione.»

Quali sono le principali norme di sicurezza da adottare in luoghi pubblici come scuole e posti di lavoro?

«Negli ultimi anni in Italia, notevole attenzione si è posta sulla sicurezza dei luoghi di lavoro specie negli uffici e nelle scuole. In molte strutture sono presenti dei defibrillatori semiautomatici (DAE) e un numero sempre crescente di personale viene addestrato alle manovre base di primo soccorso. La nostra regione in questo senso, si sta muovendo molto bene e il nostro suggerimento è prima di tutto di quello di diffondere il concetto della cultura del primo soccorso come strumento e mezzo principale per la sopravvivenza di chi si trova in pericolo di vita.»

Un consiglio che vorresti dare ai nostri lettori?

marchio-croce-rossa-italiana1«Cari lettori, essere un soccorritore vuol dire distinguersi dal passante e diventare parte attiva di quella catena della sopravvivenza che ogni anno in Italia salva la vita a tantissime persone. La stampa in genere riporta solo i casi di coloro che non ce la fanno, ma si parla poco di chi sa il come si fa e lo sa praticare bene. Vi invito a frequentare un corso di primo soccorso nel Comitato della Croce Rossa della vostra città che vi permetterà di effettuare un miglioramento personale e umano ed entrare in mondo che ci fa rendere conto di quanto bene ci può fare conoscendo i giusti protocolli e regole di comportamento da seguire quando qualcuno è in difficoltà.»

 

 

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Redazione

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