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Tudisco: «Nessun dialogo tra commercianti e istituzioni, non si aiuta il turismo»

Sanzioni troppo severe, abusivismo, criminalità e assenza di dialogo tra Comune e commercianti, sono secondo Roberto Tudisco, presidente FIPET, i nodi da sciogliere per valorizzare la città, incrementare il turismo e aiutare i ristoratori in questo particolare periodo di crisi.

«Dall’amministrazione arrivano solo promesse, di concreto ci sono solo vessazioni per i commercianti, che svolgono onestamente la propria attività all’interno del centro storico».

Così dice Roberto Tudisco, che racconta il paradosso di una città che boicotta la crescita della sua risorsa più preziosa, il turismo.

«Due anni fa, per tre mesi abbiamo lavorato ad un regolamento per l’installazione dei dehors, il quale ha poi subito degli stravolgimenti tali, con l’inserimento di norme troppo restrittive e con il coinvolgimento della sovrintendenza, che il regolamento è stato alla fine bocciato dal Consiglio Comunale. Approvarlo -aggiunge Tudisco- sarebbe stato un aborto.

Erano previste delle misure per tavoli e sedie, ma non per veri e propri dehors, come quelli che si utilizzano in tutte le altre città di Italia. Così come si stava delineando il regolamento, è stato un bene che non sia passato».

Tanti sono i mali della città ai quali l’amministrazione comunale, secondo Tudisco, non pone alcun rimedio.

«Abusivismo e criminalità prima di tutto. I locali che rispettano le regole, chiudono alle 2:00, mentre gli abusivi restano aperti fino alle 5:00. Una concorrenza sleale, che ci ha perfino spinto a chiedere lo status di abusivi, per poter godere degli stessi diritti.

Tra l’altro recentemente, è stato imposto ai locali di chiudere trenta minuti prima, per rispettare la richiesta di un’associazione di residenti, ma si tratta del solito contentino elettorale».

Anche le sanzioni sono troppo severe «se per caso gli stessi clienti spostano di poco una sedia o un tavolo, cosa che può accadere, alcuni vigili urbani fanno scattare subito il verbale. Al secondo, abbiamo la revoca del suolo pubblico per tutto l’anno. Qualche settimana fa, si era anche parlato di utilizzare una legge del 2009, secondo la quale già a partire dalla prima sanzione ci sarebbe stato impedito di utilizzare gli interni dei locali per cinque giorni. Proposta per la quale abbiamo subito protestato.

Se si pensa che in tutto il centro storico ci sono circa 1000 attività tra bar, ristoranti, pizzerie, ci si rende conto quanto danno avrebbe provocato una sanzione del genere. Stare fermi cinque giorni, significa non poter pagare il personale e doverlo licenziare. Cosa poco ideale proprio in questo momento di crisi».

«Un vero e proprio accanimento contro il centro storico, che non crea alcun vantaggio per la città e il turismo, mentre in tutti gli altri quartieri di Catania regna totale anarchia con verande abusive o suolo pubblico illegalmente occupato.

I parcheggiatori abusivi militarizzano le zone, ne sono padroni e nessuno fa niente. Chi posteggia, deve pagare strisce blu e parcheggiatori, la situazione non è proprio il massimo. I politici che non si sentono di fare il proprio dovere dovrebbero dimettersi.

Il centro storico -continua Tudisco- è per i politici, che siano di destra o sinistra, un sipario per interventi di facciata in occasione delle elezioni, uno show di convenienza.

Gli assessori non amministrano, ricoprono cariche per rappresentare delle bandierine politiche, ma non per merito. Ci vorrebbero degli accordi, delle agevolazioni, visto che l’occupazione del suolo pubblico ha un costo carissimo e interventi di pulizia della zona»

Tanto ci sarebbe da fare anche sul fronte del turismo secondo il presidente FIPET.

«Non c’è alcun dialogo tra i commercianti e l’amministrazione. Sarebbe invece ideale progettare insieme dei tour turistici per far conoscere la città ai turisti, che scendendo dalle navi crociere utilizzano Catania come scalo tecnico per andare a Taormina, all’Etna o deviano per raggiungere altre città siciliane.

A Catania i turisti che non vengono depredati dai delinquenti, restano in città al massimo un giorno per visitare il Duomo, ma non sanno che c’è molto altro da vedere».

Anche la criminalità costituisce un grosso problema.

«La voce tra i turisti si sparge e si evita anche per incontri di affari, di scegliere questa città come meta. Manca una politica che sia di vero aiuto al turismo»

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